I venti di guerra soffiano sulle tavole italiane: in “pericolo” anche la mozzarella di bufala

La crisi nel Golfo e i rincari record del gas (fino al +70%) minacciano la Mozzarella di Bufala Campana Dop. Produttori in allarme ed export a rischio e a pagare le spese saranno sempre i consumatori. Ecco cosa sta succedendo all'oro bianco del Made in Italy.

La crisi nel Golfo, con l’epicentro delle tensioni in Iran, non è più solo una questione di geopolitica internazionale, ma si sta traducendo in una vera e propria morsa economica che rischia di strangolare i produttori campani. A lanciare il grido di allarme è il consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela, riunitosi ieri d’urgenza per fare la conta dei danni di un’emergenza che colpisce l’intera filiera. Dopo la crisi delle cozze, scoppiata a causa della diffusione di epatite A, un altro prodotto tipico campano viene minacciato: la mozzarella di bufala.

La bolletta impazzita: gas a +70% e logistica al collasso

I numeri sul tavolo del Consorzio tratteggiano i contorni di una “tempesta perfetta”. A pesare sui bilanci delle aziende sono soprattutto logistica, materiali di confezionamento ed energia. È il gas a registrare il record negativo assoluto, con un picco di incrementi che sfiora il 70%. La somma di queste voci di spesa sta letteralmente impoverendo la filiera, stretta in una tenaglia letale: da una parte i costi di produzione insostenibili, dall’altra l’incubo del “caro-carrello” che frena gli acquisti delle famiglie. Un clima di incertezza globale che paralizza gli investimenti e genera una profonda instabilità tra gli imprenditori del settore.

Allarme cherosene: a rischio il 35% dell’export e il mercato Usa

Ma il nemico non è solo il costo dell’energia. La crisi internazionale sta generando una drammatica carenza di cherosene negli aeroporti, mettendo a repentaglio le spedizioni aeree. Un colpo al cuore per la bufala campana, che proprio sull’export fonda il 35% del suo giro d’affari.

Il paradosso è feroce: il comparto aveva chiuso il 2025 con un segno ampiamente positivo (+3,35%), raggiungendo le 57.584 tonnellate prodotte. “Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra”- denuncia con amarezza Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela. “Ci preoccupa molto seriamente il carico di vittime, ma anche i risvolti economici. Invece di difendere il Made in Italy, i rischi sui rifornimenti degli aerei ci mettono in ginocchio, specialmente per l’export verso paesi oltreoceano come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump. Servono interventi mirati e urgenti”.

Rincari in arrivo al supermercato: l’avviso ai consumatori

Cosa comporterà tutto questo per i consumatori finali? La risposta, purtroppo, è l’inevitabile ritocco dei prezzi al rialzo. Il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, è chiaro su questo punto e lancia un appello alla Grande Distribuzione (GDO): “È necessario un dialogo nuovo, per evitare scelte al ribasso che minano la competitività della nostra Dop. L’aumento dei costi incide su tutta la filiera, dunque non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini”.

Una mossa obbligata, spiegano dal Consorzio, se si vuole continuare a garantire la qualità e l’assoluta distintività di un prodotto che ci invidiano in tutto il mondo. L’oro bianco, insomma, è destinato a diventare sempre più prezioso.