Niente più piazze di spaccio statiche e in bella vista, la camorra si adegua ai tempi e si trasforma in una vera e propria azienda di servizi a domicilio. È un quadro inquietante, ma estremamente moderno, quello tracciato dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale, che all’alba del 15 aprile hanno eseguito 13 misure cautelari (6 in carcere e 7 ai domiciliari) contro altrettanti soggetti legati al potente clan “Contini”, colonna portante della temibile Alleanza di Secondigliano. L’accusa è pesante: associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti.
Il narcotraffico ai tempi del delivery: turni e stipendi per i pusher
Il sistema scoperto dagli inquirenti ricalcava in tutto e per tutto quello delle note app di consegne a domicilio. Il gruppo criminale gestiva due reti di distribuzione autonome nell’area est di Napoli, una dedicata alla cocaina, l’altra alla marijuana, che coprivano capillarmente i quartieri di San Carlo all’Arena, Vasto, Arenaccia, Poggioreale, Mercato e Rione Amicizia.
Il cliente non doveva fare altro che chiamare un’utenza telefonica dedicata: a quel punto partiva l’ordine. La consegna “porta a porta” veniva affidata a una flotta di pusher in scooter, capaci di recapitare la dose in tempi record in qualsiasi momento della giornata.
Un’organizzazione curata nei minimi dettagli, in cui i corrieri non erano semplici spacciatori, ma “dipendenti” inquadrati con veri e propri turni di lavoro e retribuiti con uno stipendio giornaliero fisso. I ruoli erano rigidamente assegnati: dai promotori ai procacciatori, fino alle figure femminili del clan, a cui era affidato il delicato compito di nascondere e custodire la merce.
Il “libro” mastro
A far crollare questo sofisticato castello criminale è stato un passo falso di un affiliato storico del clan Contini. Nel corso di una perquisizione avvenuta tra il 2022 e il 2023, i militari dell’Arma hanno rinvenuto dei preziosi manoscritti: un vero e proprio “libro mastro” contenente la contabilità e le indicazioni operative delle attività illecite del clan. Da quelle pagine, grazie a mesi di intercettazioni e pedinamenti, gli investigatori sono riusciti a risalire l’intera piramide dello spaccio, mappando i nuovi volti e le nuove strategie del narcotraffico napoletano.
Come di consueto in questa fase, si ricorda che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari e che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
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