Morte del piccolo Domenico, partono gli interrogatori: mistero sugli orari del trapianto

Interrogati due degli otto medici del Monaldi indagati per la morte del piccolo Domenico Caliendo. L'avvocato Petruzzi: "È omicidio volontario". È giallo sugli orari dell'espianto e dell'arrivo del cuore "bruciato".

La Procura di Napoli oggi ha interrogato Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, due degli otto medici dell’ospedale Monaldi indagati per la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e mezzo morto un trapianto di cuore sbagliato. Come è noto il bimbo è stato sottoposto all’operazione il 23 dicembre 2025, ma purtroppo il nuovo organo che gli è stato impiantato è risultato “bruciato”, quindi non utilizzabile, poiché conservato male durante il trasporto. In seguito a questa vicenda la famiglia di Domenico ha chiesto un risarcimento di 3 milioni di euro all’ospedale Monaldi.

Il “giallo” dei tempi

È evidente che è stata commessa una serie di errori imperdonabili, che alla fine ha portato al decesso del piccolo Domenico. Ora gli inquirenti stanno provando a ricostruire l’intera vicenda, così da individuare colpe e colpevoli.

La mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, ha denunciato di essere stata informata tardivamente di quanto successo dall’ospedale Monaldi, tant’è che la vicenda è emersa solo molte settimane dopo, quando le condizioni del piccolo erano già molto gravi.

La Procura ha aperto un’indagine per tentato omicidio e, dopo la morte del bimbo, una seconda per omicidio colposo. L’attenzione degli inquirenti si sta concentrando soprattutto sulle tempistiche, sulle quali ci sono molti punti oscuri sui quali va fatta piena luce.

Incrociando le testimonianze dei presenti, le cartelle cliniche e le relazioni mediche sembrano non coincidere gli orari con l’arrivo del cuore nuovo, all’espianto del cuore del piccolo e a tutte le altre operazioni legate all’intervento.

Le parole dell’avvocato Petruzzi: “C’è un buco di 20 minuti”

Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia Caliendo, fuori al Tribunale ha dichiarato: “Spero ci spieghino qualcosa in merito ai tempi che non tornano. Il nuovo dato è che dalla cartella cec e da quella anestesiologica si apprende che l’inizio della circolazione extracorporea inizierebbe alle 14.02. Oppido, invece, sostiene che sia cominciata quando l’equipe di espianto è arrivata al Monaldi. Però, da quanto scoperto dalla Procura, l’equipe è giunta non prima delle 14.22. C’è un buco di 20 minuti: un’eternità”.

Al momento siamo ancora nelle fasi preliminari delle indagini e va sottolineato che i medici per ora sono solo indagati, non imputati. Petruzzi ha inoltre aggiunto: “A Oppido noi contestiamo l’omicidio volontario. Dal nostro punto di vista, oltre agli errori, c’è il tentativo di nasconderli. Per nascondere ciò che era successo è stato fatto in modo che Domenico non fosse più operabile in caso dell’arrivo di un nuovo cuore. Cosa che poi è, in effetti, avvenuta”. Si attendono ora le dichiarazione dei legali dei due medici per capire che tipologia di strategia difensiva intenderanno adottare.

Benché si tratti di una vicenda straziante che ha lacerato il cuore degli italiani, è bene che non parta una caccia alle streghe e che l’indagine sia condotta in modo rigoroso, ma senza ricorrere al giustizialismo. Chi ha sbagliato è giusto che paghi, ma va dato tempo e modo agli inquirenti di indagare lucidamente e senza pressioni, affinché emerga la verità e si possa fare realmente giustizia. Lo dobbiamo al piccolo Domenico, l’unica cosa che possiamo fare è proprio questa: dargli giustizia.