Dichiarazioni choc di Oppido: “La famiglia di Domenico sapeva”. Petruzzi: “Lo quereliamo”

Trapianto fallito a Napoli: il cardiochirurgo rompe il silenzio a "Mi manda Rai 3" e fa una rivelazione sconvolgente su cosa è successo davvero in sala operatoria. La furia dei genitori e la nuova inchiesta.

Un trapianto fallito, un bambino di soli due anni e mezzo che perde la vita e un ospedale travolto da uno scandalo che sembra non avere fine. A distanza di mesi dalla tragedia che ha sconvolto l’ospedale Monaldi di Napoli, il caso del piccolo Domenico Caliendo si arricchisce di un nuovo, drammatico e velenoso capitolo. Una guerra di parole, accuse reciproche e carte bollate che sposta lo scontro dalle corsie del reparto di terapia intensiva direttamente alle aule di tribunale, passando per gli schermi televisivi.

La difesa di Oppido: “Ho informato la famiglia di Domenico”

A riaccendere la miccia sono state le dirompenti dichiarazioni del cardiochirurgo Guido Oppido, il medico che a fine febbraio eseguì materialmente il delicatissimo, e purtroppo fatale, intervento sul cuore del bambino, e che attualmente figura nel registro degli indagati per il suo decesso. Raggiunto telefonicamente dai microfoni della nota trasmissione “Mi manda Rai Tre”, il professionista ha sganciato una vera e propria bomba mediatica, destinata ad avere pesanti e immediate ripercussioni legali.

Il dottor Oppido, respingendo al mittente le accuse di reticenza, ha affermato a chiare lettere di aver informato tempestivamente la famiglia di Domenico su quanto stesse tragicamente accadendo in sala operatoria. Una versione dei fatti che si scontra frontalmente con la verità urlata fin dal primo giorno dai genitori del piccolo. La famiglia Caliendo, infatti, ha sempre sostenuto con fermezza di essere stata tenuta completamente all’oscuro del fallimento del trapianto, scoprendo l’agghiacciante verità solo a posteriori, leggendo le cronache riportate sui giornali.

Ma c’è di più, e di molto più grave. Durante il suo intervento televisivo, il cardiochirurgo non si è limitato a difendere la propria condotta comunicativa nei confronti dei familiari, ma ha lanciato ombre inquietanti sull’operato della sua stessa équipe. Oppido ha infatti alluso a presunte inattendibilità all’interno della cartella clinica, arrivando a ipotizzare che i dati riportati nei referti anestesiologici e in quelli relativi alla macchina per la circolazione extracorporea siano stati deliberatamente alterati.

Parole pesantissime, un vero e proprio “scaricabarile” che ha riaperto una ferita mai rimarginata nel cuore di Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico. La donna, distrutta dal dolore ma pronta a dare battaglia per la verità, ha deciso di passare immediatamente al contrattacco attraverso il suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco Petruzzelli.

Il contratto dell’avvocato Petruzzelli: “Oppido mente, lo quereleremo”

Il penalista non ha usato mezzi termini per replicare alle affermazioni del medico. “Il dottore Guido Oppido sarà anche libero di diffamare la perfusionista e l’anestesista della sua équipe asserendo che le cartelle contengano dati alterati” – ha esordito Petruzzelli, evidenziando la gravità estrema delle accuse interne al team medico. “Di certo, però, non gli consentirò di diffamare la mia assistita, Patrizia Mercolino” –ha tuonato l’avvocato. “Sostenere che la famiglia fosse stata informata su tutto significa, di fatto, accusare la madre di aver reso false dichiarazioni ai magistrati. Questo è inaccettabile e intollerabile”.

La risposta della famiglia non si limiterà alle sole dichiarazioni alla stampa. L’avvocato Petruzzelli ha infatti annunciato un’immediata e dura offensiva giudiziaria: “Martedì prossimo depositerò formale querela per diffamazione a mezzo stampa. È arrivato il momento di chiarire, una volta per tutte, il perimetro di alcune circostanze. Fatti che fino a oggi erano attinenti direttamente alla sfera deontologica e civile, e che ora invece dovranno fare parte di un nuovo e autonomo procedimento penale”.

La ricerca della verità per la morte del piccolo Domenico si complica ulteriormente. Tra sospetti di cartelle cliniche falsificate e denunce per diffamazione, il dramma si è trasformato in un feroce scontro legale, dove a farne le spese è ancora una volta il ricordo di un bambino a cui è stato negato il futuro.