Non si arresta l’ondata di violenza ingiustificata che sta stringendo in una morsa il territorio napoletano. Quella che doveva essere una normale serata si è trasformata in un film dell’orrore per una giovane coppia e un bambino di soli 10 anni. Un episodio di “follia pura”, che mette a nudo una deriva sociale sempre più preoccupante, dove la sicurezza dei cittadini è messa a repentaglio da una criminalità arrogante e priva di scrupoli. Solo poche settimane fa, nel mese di maggio, successe qualcosa di simile, con 5 ragazzi che aggredirono altri 2 giovani in via Mastrilli, probabilmente per una banale lite sulla viabilità.
L’agguato e l’assalto: “Volevano tirarci fuori dall’auto”
I fatti, denunciati ai Carabinieri di San Vitaliano, risalgono alla sera del 21 giugno a Nola. Intorno alle 22:45, in via M. De Sena, una Fiat Panda azzurra con quattro persone a bordo ha dato inizio al folle inseguimento. Dopo un sorpasso azzardato, la Panda ha tagliato la strada alle vittime, bloccando ogni via di fuga.
Dal veicolo è sceso un giovane — circa 25 anni, biondo e con i capelli cortissimi — che, senza alcun motivo, ha iniziato a colpire selvaggiamente il cofano e i finestrini dell’auto bloccata con pugni e gomitate. Il bersaglio del raid era il conducente, che è riuscito a salvarsi solo bloccando le portiere dall’interno mentre l’aggressore cercava di forzarle, il tutto sotto gli occhi terrorizzati e il pianto disperato del fratellino della fidanzata, un bimbo di 10 anni presente nell’abitacolo.
L’ira di Borrelli: “Criminali pericolosi, chi ha visto parli”
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che ha ricevuto la segnalazione diretta dell’accaduto. “Siamo di fronte a una subcultura criminale che non può restare impunita”, ha dichiarato Borrelli, sottolineando come la ferocia sia aumentata proprio quando l’aggressore si è accorto della presenza del bambino.
Il deputato ha lanciato un appello accorato alla cittadinanza: in quel momento, un’altra vettura avrebbe assistito alla scena. “Chiunque abbia video o dettagli utili, anche in forma anonima, si faccia avanti. Questi individui sono mine vaganti e vanno fermati immediatamente prima che accada l’irreparabile”. Le forze dell’ordine stanno ora analizzando le telecamere di sorveglianza per identificare la targa della Panda azzurra.
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