Un boato sordo ha squarciato il pomeriggio di Nola, seguito dal rumore del legno che cede e della cartapesta che si accartoccia su se stessa. La forza della natura ha colpito al cuore una delle tradizioni più antiche e sentite d’Italia: il Giglio della Corporazione del Calzolaio è crollato improvvisamente al suolo.
La struttura, alta circa 25 metri e affidata alla Paranza “Orgoglio Nolano”, si è abbattuta in piazza Marco Clodio Marcello sotto la spinta di violente raffiche di vento e di una pioggia battente che non ha lasciato scampo all’imponente obelisco.
Il cedimento improvviso durante i preparativi
L’episodio si è verificato mentre erano in corso le consuete attività di programmazione della macchina da festa. Secondo le prime ricostruzioni, il peggioramento repentino delle condizioni meteorologiche avrebbe compromesso la stabilità della struttura in legno e cartapesta. L’obelisco ha iniziato a inclinarsi lateralmente per poi collassare definitivamente sul ciottolato della piazza.
Fortunatamente, nonostante il momento di grande paura tra i presenti e gli addetti ai lavori, non si registrano feriti: il crollo non ha coinvolto i membri della paranza né il pubblico. L’area è stata immediatamente transennata dalle forze dell’ordine e dagli addetti alla sicurezza per consentire i rilievi e la messa in sicurezza dei detriti.
Solidarietà a una comunità ferita
L’incidente ha suscitato profonda amarezza e preoccupazione in tutta la città. Il Giglio non è solo una struttura ingegneristica, ma il simbolo dell’identità e della fede nolana. Immediata è stata la mobilitazione emotiva del territorio: la solidarietà dell’intera comunità è andata alla Corporazione Calzolaio, ai maestri di festa e alla Paranza Orgoglio Nolano, che da mesi lavoravano con dedizione e passione alla realizzazione dell’opera. “Resta il dolore per l’accaduto, ma anche la gratitudine per il fatto che nessuno si sia fattu male”, commentano alcuni residenti visibilmente scossi.
I Gigli di Nola: un patrimonio dell’umanità
La Festa dei Gigli, che culmina ogni anno a giugno in onore di San Paolino, è un rito che intreccia devozione religiosa e spettacolo popolare, tanto da essere inserita dal 2013 nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Le otto macchine da festa (Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto) rappresentano le antiche corporazioni cittadine e vengono portate a spalla dalle “paranze” in un equilibrio millimetrico. Il crollo odierno riporta l’attenzione sulla fragilità di queste imponenti macchine rituali, che superano le 25 tonnellate di peso, di fronte all’imprevedibilità del clima.
Il futuro della festa e l’ipotesi ricostruzione
Nonostante il duro colpo, lo spirito della festa non si ferma. Gli organizzatori e la comunità nolana stanno già valutando l’entità dei danni per capire come procedere. Secondo le prime indiscrezioni, l’intenzione sarebbe quella di ricostruire il Giglio del Calzolaio nei prossimi giorni, compatibilmente con i tempi tecnici e le condizioni di sicurezza.
Al momento non è prevista alcuna sospensione del programma: le celebrazioni religiose e civili proseguiranno, a dimostrazione della resilienza di una tradizione che, da secoli, sa rialzarsi anche dopo le cadute più dolorose.
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