La denuncia di una studentessa del Suor Orsola Benincasa: “Minacciata da un esercente perché ho parcheggiato sul ‘suo’ posto sulle strisce blu”

Una studentessa ha denunciato di essere stata minacciata da un esercente in Corso Vittorio Emanuele: "Quel posto è mio, mi serve per lavorare".

Francesco Emilio Borrelli, deputato di Europa Verde in prima fila nella battaglia contro l’illegalità a Napoli, nella giornata di ieri 8 marzo ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una denuncia di una ragazza, studentessa dell’Università Suor Orsola Benincasa, su uno spiacevole episodio legato alla situazione parcheggi nel cuore della città, diventata ormai insostenibile.

Il parcheggio “negato”

La studentessa ha spiegato che il venerdì e il sabato si reca all’università per seguire il corso di specializzazione per il sostegno. Poiché nella zona è quasi impossibile trovare parcheggio nelle strisce blu, sabato scorso ha deciso di recarsi di buon mattino con la sua auto, partendo da casa alle 5:00 e arrivando in Corso Vittorio Emanuele alle 6:00.

Le strisce blu sono l’unica soluzione plausibile per gli studenti, dal momento che i garage della zona presentano costi elevatissimi, arrivando fino a 45 euro per poche ore, una spesa insostenibile ogni settimana per gli studenti e non solo (altra situazione che andrebbe sicuramente valutata e monitorata maggiormente dalle autorità competenti).

La ragazza è riuscita a trovare un parcheggio sulle strisce blu in prossimità di un bar e pensava di aver risolto la questione parcheggio. Tuttavia, proprio mentre stava parcheggiando, dal bar è uscito il titolare che ha chiesto alla giovane se avesse intenzione di lasciare l’auto lì. Alla sua risposta affermativa, il titolare le ha intimato di sposarla, sostenendo che quello era un posto a lui riservato, necessario per il suo lavoro e per i clienti.

Trattandosi di strisce blu non ci sono chiaramente posti riservati ma, quando la ragazza si è rifiutata, lui ha iniziato ad assumere comportamenti sempre più aggressivi e minacciosi. La situazione stava degenerando e così si sono affacciati alcuni residenti, dicendo che non è la prima volta che quell’uomo assume comportamenti simili, per poi lasciare la sua auto tutta la giornata senza neanche pagare il ticket.

Come spesso succede in questi casi la giovane, per paura di ritorsioni (auto rigata, gomme bucate o altro), ha ritenuto opportuno spostare il veicolo e parcheggiare in un garage, anche perché doveva tornare la sera da sola a casa da suo figlio. La donna, stando alla sua versione, ha spiegato che ha anche chiamato i vigili urbani, senza ottenere alcun intervento.

“A questo punto le chiedo: cosa deve fare un cittadino onesto? Dobbiamo davvero vivere con la paura anche di questi esercenti oltre che degli abusivi?” – con queste parole la ragazza ha chiuso la sua denuncia e non posso fare altro che esprimerle tutta la mia solidarietà. Anche io, così come sarà capitato sicuramente a tanti miei concittadini, mi sono trovato a “interfacciarmi” con personaggi che reclamavano il posto riservato, pur non avendone alcun diritto, per non parlare dei parcheggiatori che spuntano come funghi pretendendo il pizzo (perché di quello si tratta).

Benché sottostare a questi soprusi è il modo più veloce per aggirare problemi, bisognerebbe invece denunciare sempre e comunque, ma un invito va fatto anche alle autorità competenti, affinché siano più presenti e vicini ai cittadini nella lotta quotidiana all’illegalità in quella che è diventata, purtroppo, una giungla urbana tra parcheggiatori abusivi ed esercenti prepotenti.