Follia a Casoria, tegole dal tetto e coltelli tra fratelli: il motivo? Un caricabatterie…

Incredibile ma vero: la lite per un caricabatterie degenera in un tentato massacro familiare a Casoria. Scopri i dettagli di questa assurda vicenda e gli altri arresti che sfidano ogni logica.

Ogni giorno sfogliamo le pagine della cronaca locale e, tra eventi drammatici e inchieste complesse, ci imbattiamo in spaccati di vita quotidiana che sembrano usciti dalla sceneggiatura di una commedia grottesca. Siamo costantemente testimoni di episodi surreali, in cui la libertà personale viene gettata al vento per questioni di una banalità disarmante. Le porte delle celle di tutta Italia si spalancano quotidianamente per accogliere individui protagonisti di comportamenti non solo criminali, ma profondamente illogici e discutibili.

La “Hall of Fame” dell’assurdo è ricca e variegata. C’è il caso ormai celebre del tabaccaio che, accecato dall’avidità, si è dato alla fuga stringendo tra le mani il Gratta e Vinci milionario appena grattato da un’ignara cliente anziana. C’è la storia del 35enne che, incapace di gestire la rabbia per un presunto debito, ha deciso di incendiare l’automobile dello zio per la misera cifra di 10 euro.

E come dimenticare i “geni” del crimine moderno, figli dell’era digitale? Parliamo del detenuto agli arresti domiciliari che ha pensato bene di farsi una passeggiata in strada documentando la sua stessa evasione in una diretta su TikTok, o del 34enne che, per saltare la fila nel traffico cittadino, si faceva largo riproducendo il suono della sirena della polizia da una cassa bluetooth. Storie che sfidano ogni logica razionale, ma che popolano e colorano le nostre cronache quotidiane.

Fratelli coltelli a Casoria

Tuttavia, c’è un luogo che sembra essersi trasformato nel palcoscenico prediletto per queste faide dal retrogusto tragicomico: Casoria. La popolosa cittadina a nord di Napoli non è nuova a episodi del genere. Soltanto nell’ottobre del 2024, un’epica disputa sulla “proprietà” di alcune damigiane di vino si è trasformata in una vera e propria guerriglia urbana, lasciando sull’asfalto cinque feriti e portando a due arresti per tentato omicidio.

Un altro episodio ha riacceso i riflettori su Casoria e, ancora una volta, la vicenda ha assunto dei conforti kafkiani. Le manette sono scattate ai polsi di tre fratelli, protagonisti di una scena da far west urbano. Il motivo del contendere, questa volta, non era un tesoro, né un’eredità milionaria o un debito d’onore. La miccia che ha fatto esplodere la famiglia è stata… un caricabatterie per smartphone.

Tutta colpa di un caricabatterie

Tutto ha inizio in un banale pomeriggio in via Martiri D’Otranto. Quando le pattuglie della sezione radiomobile dei Carabinieri di Casoria arrivano sul posto, si trovano davanti a una scena di guerriglia medievale: un uomo arrampicato su una tettoia che lancia grosse tegole contro altri due individui in strada. E mentre i cocci si infrangono al suolo, uno degli uomini bersagliati impugna minacciosamente un coltello. Sono tutti e tre fratelli, legati dallo stesso sangue ma divisi da una furia cieca.

Come si è arrivati a questo punto? La ricostruzione dei militari ha dell’incredibile. La madre dei tre aveva semplicemente prestato un caricabatterie a uno dei figli. Al momento di chiederne la restituzione, il figlio ha avuto un’illuminazione paranoica: ha sospettato che il dispositivo sarebbe stato subito dopo prestato a un altro fratello, con il quale nutre vecchi e mai sopiti rancori. Tanto è bastato per scatenare l’inferno.

In preda a un attacco d’ira infantile e violento, l’uomo ha distrutto il caricabatterie. Ma la furia non si è fermata lì. Ha inseguito la madre fin dentro casa, strattonandola e coprendola di insulti. Poi ha iniziato a devastare l’appartamento: un forno a microonde sfasciato, la macchinetta del caffè ridotta in mille pezzi, soprammobili scaraventati a terra.

Il frastuono e le urla della donna hanno allertato gli altri figli, che si sono precipitati nell’abitazione della madre. L’incontro si è trasformato immediatamente in una rissa furibonda, trascinatasi poi all’esterno e degenerata nel lancio di tegole e nell’estrazione della lama, interrotta solo dall’intervento provvidenziale dei Carabinieri.

Il sipario su questa surreale lite familiare è calato in caserma. I tre fratelli, calmati i bollenti spiriti, sono stati arrestati. Oggi si trovano tutti agli arresti domiciliari, probabilmente con la batteria del telefono scarica e molto tempo per riflettere sul valore della propria libertà.