La protesta dei pendolari di Casalnuovo di Napoli approda in Parlamento. Il deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra) ha denunciato alla Camera dei Deputati i pesanti disagi causati dalla chiusura della stazione ferroviaria cittadina, chiedendo un intervento urgente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per evitare ulteriori ripercussioni su lavoratori e studenti.
La vicenda riguarda la sospensione del servizio viaggiatori nello storico scalo ferroviario di Casalnuovo, chiuso dal 1° giugno per consentire i lavori della linea ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari. Una decisione che ha lasciato centinaia di utenti senza un’alternativa adeguata, generando forti proteste sul territorio.
La rabbia dei pendolari: “Ci stanno togliendo la dignità”
A spingere Borrelli a portare il caso in Aula sono state le numerose segnalazioni ricevute dai cittadini. Il parlamentare si è recato personalmente a Casalnuovo per raccogliere testimonianze e verificare la situazione.
Tra i racconti raccolti emerge quello di una lavoratrice che ha espresso tutta la sua preoccupazione per le conseguenze della chiusura della stazione. La donna ha spiegato di temere perfino la perdita del posto di lavoro a causa delle difficoltà nel raggiungere quotidianamente l’ufficio.
Una situazione che, secondo le denunce dei pendolari, coinvolge centinaia di persone che utilizzavano ogni giorno il collegamento ferroviario per motivi di lavoro o studio.
La nuova stazione non è pronta, disagi fino ad agosto
Nel corso del suo intervento alla Camera, Borrelli ha evidenziato quello che definisce il principale paradosso della vicenda: la stazione esistente è stata chiusa prima che quella destinata a sostituirla fosse completata.
Secondo le previsioni attuali, infatti, la nuova infrastruttura non entrerà in funzione prima del mese di agosto, lasciando un vuoto nei collegamenti ferroviari proprio durante le settimane estive. Per il deputato, la mancanza di una pianificazione adeguata rischia di isolare un intero territorio e di compromettere la mobilità quotidiana di migliaia di cittadini dell’hinterland napoletano.
Bus sostitutivi insufficienti e tempi di viaggio triplicati
A rendere ancora più difficile la situazione sono le soluzioni temporanee predisposte per sostituire il servizio ferroviario.
Secondo quanto denunciato da Borrelli, i bus navetta impiegano circa 50 minuti per percorrere una tratta che in treno richiedeva appena 15 minuti. Inoltre, la capacità complessiva dei mezzi sarebbe limitata a circa 50 posti, un numero considerato insufficiente rispetto al volume dei pendolari che ogni giorno utilizzavano la stazione.
Ulteriore elemento di preoccupazione è rappresentato dalla durata del servizio sostitutivo, attualmente garantito soltanto fino al prossimo 1° luglio. Una scadenza che lascia aperti numerosi interrogativi sulla gestione dei collegamenti nei mesi successivi.
La richiesta al Ministero: “Intervento immediato”
Nel suo intervento parlamentare, Borrelli ha chiesto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di convocare con urgenza i vertici di RFI e Trenitalia per individuare soluzioni concrete.
Tra le richieste avanzate figurano il potenziamento immediato dei trasporti sostitutivi, la proroga del servizio oltre la scadenza prevista di luglio e l’accelerazione delle procedure necessarie per l’apertura della nuova stazione.
Per il deputato, i lavori strategici dell’Alta Velocità non possono tradursi in un aggravio per i cittadini che ogni giorno si spostano per lavorare o studiare. Una posizione che raccoglie le preoccupazioni di molti pendolari, oggi alle prese con ritardi, incertezze e il timore di pesanti ripercussioni sulla propria vita quotidiana.
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