L’Orologio dell’Apocalisse è un indicatore metaforico, creato nel 1947, per stabilire quanto l’umanità fosse vicina alla distruzione, o meglio all’autodistruzione. Ebbene nel gennaio del 2026 l’Orologio era impostato a 85 secondi dalla mezzanotte ma, dopo gli ultimi avvenimenti, la distanza potrebbe essersi accorciata ulteriormente.
Siamo sull’orlo della Terza Guerra Mondiale? Guardandoci intorno, sembra che la Terza Guerra Mondiale sia ormai esplosa, soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti che hanno incendiato il Medio Oriente.
USA e Israele attaccano l’Iran, la reazione è devastante
USA e Israele hanno deciso di attaccare l’Iran, un attacco a sorpresa. Benché la situazione fosse estremamente tesa, nessuno avrebbe ipotizzato un attacco così improvviso e su così vasta scala. Nemmeno Crosetto, ministro della Difesa rimasto bloccato a Dubai, poiché l’Italia non era stata avvisata.
È morto Ali Khamenei, la guida suprema dell’Iran, deceduto sotto i bombardamenti americani e israeliani lo scorso sabato 28 febbraio, insieme alla figlia, al genero e al nipote.
La reazione dell’Iran è stata furiosa, come avevano annunciato e minacciato i vertici politici e militari in caso di attacco: in 24 ore sono stati colpiti 14 paesi. Se nei mesi precedenti erano attacchi “simbolici”, questa è stata una vera e propria pioggia di missili contro gli “amici” degli USA.
Ecco cosa ha provocato l’attacco iraniano secondo i dati che circolano:
- Israele – Beit Shemesh, città israeliana a 30 km da Gerusalemme, è stata devastata (9 morti);
- Bahrain – distrutto il quartier generale della 5ª flotta USA;
- Emirati Arabi – colpiti vari aeroporti;
- Kuwait – bombardamenti sul terminal aeroportuale e sulla base Ali Al Salem;
- Qatar – colpita Al Udeid, la più grande base USA in Medio Oriente;
- Giordania – missili intercettati, detriti piovuti nelle zone civili;
- Arabia Saudita – esplosioni a Riyadh;
- Iraq – attaccate basi USA;
- Oman – obiettivi colpiti;
- Siria – bombardamenti in diverse zone del paese;
- Cipro – colpita la base RAF Akrotiri del Regno Unito (è la prima volta che una base collegata a un alleato NATO viene colpita);
- Francia – colpito un campo militare negli Emirati Arabi;
- Italia – campo NATO ad Ali Al-Salem tra gli obiettivi.
Le conseguenze dell’attacco
Come facilmente prevedibile, gli attacchi dell’Iran hanno provocato un effetto domino che sta impattando su tutto il mondo:
- il petrolio è schizzato alle stelle (+13% in un solo giorno, $82 al barile);
- impennata del costo dell’oro ($ 5.300/oncia);
- lo stretto di Hormuz è stato interrotto (qui passa il 20% del petrolio mondiale);
- sono stati sospesi i voli aerei in tutto il Golfo (solo oggi alcuni italiani nei paesi attaccati sono riusciti a rientrare a fatica in Italia).
Le mappe che cambiano la prospettiva
Per capire meglio cosa sta succedendo e soprattutto perché sta succedendo, dai uno sguardo a queste due mappe.
Come puoi vedere l’Iran è completamente accerchiato da basi USA, che sono presenti in Qatar, Bahrain, Kuwait, Iran, Emirati Arabi, Turchia e Arabia Saudita, oltre ovviamente a quelle presenti nel Mediterraneo a Ovest nei paesi alleati.
Da anni ormai l’Iran denuncia questo accerchiamento e così, dopo gli attacchi congiunti di USA e Israele, ha reagito, ma era una reazione preparata da mesi, forse da anni.
I suoi attacchi sono stati mirati e infatti sono stati colpite soprattutto infrastrutture militari, benché ci siano stati purtroppo i cosiddetti “danni collaterali”, un termine odioso per indicare vittime civili e danni a edifici civili.

In questa seconda mappa invece ci sono le basi colpite o indicate comunque come bersagli. Tra i potenziali obiettivi ci sono Francia e Italia, quindi anche l’Europa potrebbe presto iniziare a sentire il tanfo della guerra che soffia sempre più forte dal Medio Oriente.

I 4 possibili scenari
Cosa succederà adesso? Difficile, se non impossibile prevedere quali possono essere i possibili sviluppi. Facendo un’analisi geopolitica, gli scenari possibili sono 4:
- un’escalation della guerra che vedrebbe coinvolti inevitabilmente i paesi dell’Europa e, probabilmente, anche Cina e Russia (significherebbe davvero Terza Guerra Mondiale);
- una de-escalation silenziosa;
- un congelamento progressivo, ma con tensioni latenti, che non risolverebbe la questione;
- allargamento lento ma progressivo del conflitto.
In ogni caso, stiamo andando verso una strada pericolosissima, poiché nessuno sembra intenzionato ad alzare il piede dall’acceleratore. E il mondo guarda terrorizzato con il fiato sospeso, mentre i potenti giocano a Risiko con le vite degli altri.


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