Uomini che odiano le madri: 3 storie di agghiacciante violenza a San Gennaro, Castellammare e Napoli

Tre episodi di agghiacciante e brutale violenza dei figli verso le madri: storie da brividi a Napoli, San Gennaro Vesuviano e Castellammare.

Si dice che i figli, prima o poi, diventano i genitori dei genitori. Questo succede quando un padre e una madre arrivano alla terza età, l’inverno della loro vita in cui hanno bisogno solo di serenità, tranquillità e, soprattutto, dell’amore incondizionato dei figli, che hanno nutrito, difeso e cresciuto con amore.

Tuttavia ci sono casi in cui i figli bussano alle porte dei genitori non per amore, ma per denaro. Nel silenzio delle case, lontano dagli sguardi, si consuma una delle forme più vigliacche e amare di violenza: quella dei figli che aggrediscono i genitori, arrivando a minacciarli e picchiarli, spinti dalla dipendenza e dal bisogno di soldi.

È un fenomeno sempre più preoccupante e, solo nelle ultime 24 ore, i carabinieri della provincia partenopea hanno segnalato ben tre casi. Tutti con la firma di figli maneschi, tutti caratterizzati da una tristezza infinita che i militari hanno potuto leggere negli occhi dei genitori, che si sono sentiti traditi da chi hanno amato incondizionatamente dal primo vagito.

San Gennaro Vesuviano, un 39enne prende a sprangate la porta della casa della madre

Il primo episodio in ordine di tempo si è verificato a San Gennaro Vesuviano, dove un 39enne tossicodipendente ha iniziato a colpire con una spranga la porta della casa della madre 75enne che, terrorizzata dalle urla del figlio, non ha aperto. I carabinieri della sezione radiomobile di Nola sono intervenuti poco prima che l’uomo sfondasse la porta, bloccandolo sull’uscio della casa materna e arrestandolo. L’uomo attualmente si trova in carcere e dovrà rispondere di maltrattamenti.

Castellammare di Stabia, un coltello per entrare in casa della madre

A circa una trentina di km di distanza, a Castellammare di Stabia, si è consumato un altro episodio simile. Un 22ene, a caccia di denaro per una dose, ha iniziato a colpire con un coltello la porta della madre pretendendo soldi. Da quanto è emerso, non è stata la prima volta che il giovane si è reso protagonista di episodi del genere. L’epilogo però è stato lo stesso: sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno arrestato il giovane, per il quale si sono spalancate le porte del carcere di Poggioreale.

Corso Vittorio Emanuele, 17enne pretende soldi dalla madre

L’ultimo episodio ha avuto luogo a Napoli, precisamente in corso Vittorio Emanuele. Il protagonista è un 17enne, che pretendeva soldi dalla madre, senza spiegare il perché. La donna si è spaventata, ma purtroppo è abituata a fattacci del genere. Il minore ha iniziato a spingerla, minacciarla e strattonarla. All’1-1-2 è quindi arrivata una telefonata da parte di qualcuno che ha sentito tutto e che temeva che potesse succedere qualcosa di irreparabile. I carabinieri del nucleo radiomobile sono intervenuti sul posto prima che la situazione potesse degenerare e il 17enne è stato denunciato in stato di libertà.

Dove chiedere aiuto: numeri utili

I tre episodi raccontati appartengono a una fenomenologia specifica e spesso invisibile: la violenza intrafamiliare perpetrata da figli dipendenti da sostanze nei confronti di genitori anziani. Le vittime tendono a non denunciare per paura, vergogna o per proteggere i propri figli, lasciando che la situazione si aggravi.

Chi si trova in una situazione di violenza domestica — o conosce persone in difficoltà — può contattare il 1522, il numero gratuito antiviolenza attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, anonimo e disponibile anche via SMS e chat. Per emergenze immediate il numero è sempre il 112.

Per le famiglie che affrontano problemi di dipendenza da sostanze, il Sert (Servizio per le Dipendenze Patologiche), presente in ogni ASL, è il primo punto di riferimento per avviare un percorso di recupero. In alcuni casi le stesse forze dell’ordine intervenute possono indirizzare verso questi servizi, avviando una presa in carico integrata.