Il supervulcano dei Campi Flegrei torna a farsi sentire, risvegliando la preoccupazione tra i residenti. Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 8 aprile, un nuovo e più intenso evento sismico ha scosso l’intera area flegrea e parte della città di Napoli. Alle ore 16:48 (evento poi confermato anche alle 16:49), un forte movimento tellurico ha spinto molte persone ad allarmarsi, riversandosi sui social e in alcuni casi in strada.
I dati dell’INGV
Secondo i dati ufficiali rilasciati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terremoto ha raggiunto una magnitudo di 3.4 sulla scala Richter. A rendere la scossa così nettamente avvertibile dalla popolazione è stata, come spesso accade in queste zone, la sua scarsissima profondità: l’ipocentro è stato infatti localizzato a un solo chilometro nel sottosuolo, con epicentro nella zona della Solfatara. L’onda sismica si è propagata con forza, venendo percepita distintamente non solo tra Pozzuoli e Quarto, ma anche a Napoli: dalla zona orientale interna alla caldera (come Agnano e Bagnoli) fino ai quartieri collinari, in particolare Vomero e Posillipo.
L’evento del tardo pomeriggio rappresenta il picco di un nuovo sciame sismico, diretta conseguenza del fenomeno del bradisismo. Già dal primo pomeriggio il Comune di Pozzuoli aveva tempestivamente allertato la cittadinanza: a partire dalle 14:38 la terra ha iniziato a tremare con frequenza. Poco prima, alle 14:30, si era registrata un’altra scossa significativa di magnitudo 2.3 a soli 0,6 chilometri di profondità, con epicentro nei pressi di via Suolo San Gennaro, ad Agnano.
Nessuno tocchi Ippocrate: “Non sottovalutiamo l’allarme”
Mentre le autorità competenti mantengono la situazione sotto costante monitoraggio, iniziano a levarsi voci critiche sulla reale percezione del pericolo. A sollevare dubbi è l’organizzazione Nessuno tocchi Ippocrate, che lancia un monito severo. L’organizzazione sottolinea un forte contrasto nelle misure di sicurezza: se oltre un anno fa, in via precauzionale, vennero subito allestite le tende della Protezione Civile, oggi la sensazione sul territorio è che uno sciame sismico con picchi di magnitudo 3.4 venga pericolosamente sottovalutato dalle istituzioni.
La convivenza con il vulcano richiede nervi saldi e un’informazione trasparente. Di fronte a questa ennesima scossa e all’allarme lanciato dal territorio, il dibattito si riapre: il rischio è davvero gestito con la massima allerta, o ci stiamo abituando troppo al tremore della terra?
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