Svegliarsi e trovare l’autodistrutta per “gioco”: l’incubo che sta terrorizzando Portici

Ennesima notte di follia a Portici: un branco di ragazzini devasta le auto in sosta. I cittadini non ne possono più. Ecco le punizioni esemplari che servono per fermarli: leggi l'articolo.

Domenica sera un gruppetto di ragazzini ha vandalizzato diverse auto a Portici, un atto che si verifica ormai da diverso tempo in varie zone del comune vesuviano.

La denuncia a Borrelli: “Non ne possiamo più”

In un video inviato da un cittadino all’onorevole Borrelli, si intravede il gruppo composto da 6 ragazzini, tra i quali anche una ragazza, che si avvicinano a un’auto e la colpiscono a ripetizione con calci, per poi fuggire via. Chi ha inviato il video ha precisato che ha avuto l’autorizzazione da parte del proprietario dell’auto, che a sua volta si è recato lunedì mattina in Questura per denunciare il tutto e identificare i responsabili. Da tempo ormai i cittadini di Portici lamentano episodi del genere, con atti di vandalismo fini a se stessi che si stanno diffondendo in modo pericoloso su tutta Napoli e provincia.

Gli altri episodi di teppismo e vandalismo a Portici

Purtroppo c’è stata un’escalation di violenza fine a stessa a Portici in questi ultimi anni. Nell’aprile del 2019 una baby gang distrusse il nuovo parco pubblico all’esterno della Chiesa dell’Immacolata Concezione. L’area che doveva essere donata agli anziani, pochi giorni prima dell’inaugurazione fu devastata da vandali, suscitando profonda amarezza nel parroco che definì quel gesto un “atto senza senso”.

Nel febbraio 2026 4 ragazzini furono sorpresi ad appiccare un incendio a Portici che, alimentato dal vento, annerì le pareti di un negozio. I carabinieri, dopo un breve inseguimento, acciuffarono i 4 baby “piromani”, che ammisero candidamente: “Erano solo cartoni, era un gioco”.

Per non parlare poi delle tante auto vandalizzate da ragazzini, episodi che, come detto, si sono ripetuti più volte e continuano a ripetersi nel corso degli anni, senza che venga posto un freno a questo fenomeno odioso.

L’indignazione non basta più, servono punizioni esemplari: non chiamatele più “ragazzate”

Arrivati a questo punto, l’indignazione social non serve più. C’è un limite di sopportazione che è stato ampiamente superato e i cittadini perbene non possono più accettare che questi episodi vengano bollati come “ragazzate”, sono atti di vandalismo che sfociano spesso in reati penali.

È intollerabile che padri o madri di famiglia, o giovani lavoratori, debbano svegliarsi col terrore di ritrovarsi le auto sfasciate, ammaccate o danneggiate per puro “divertimento” di un branco di teppistelli annoiati.

Per frenare questa emorragia di civiltà servono interventi forti, immediati, a tolleranza 0. In primo luogo, bisogna colpire i genitori nel portafoglio. Se un minore devasta un’auto o un parco pubblico, la famiglia deve risarcire fino all’ultimo centesimo, con multe salatissime e pignoramenti se necessario. Forse, quando il “gioco” del figlio costerà migliaia di euro al bilancio familiare, l’educazione tornerà a essere una priorità in certe case.

In secondo luogo, serve la certezza della punizione attraverso i lavori socialmente utili. Questi ragazzi devono essere presi, identificati (e qui le istituzioni devono investire seriamente in una rete di videosorveglianza capillare e funzionante, supportata da più pattuglie in strada nelle ore serali) e messi a pulire le strade di Portici. Devono indossare un giubbotto catarifrangente, riparare ciò che hanno rotto, cancellare le scritte dai muri e guardare in faccia i concittadini a cui hanno mancato di rispetto. Forse così proveranno quella vergogna che non sanno neanche cosa sia e capiranno il danno che hanno provocato.

Le istituzioni locali e le forze dell’ordine devono dare un segnale di “tolleranza zero”. I cittadini di Portici sono stanchi di fare la conta dei danni e di pagare i carrozzieri per colpa di chi non ha ricevuto mezza regola in famiglia. Se lo Stato non interviene in modo drastico e risolutivo adesso, il rischio è che la frustrazione sfoci nella rabbia e che la brava gente, esasperata, decida prima o poi di farsi giustizia da sola. E quello sarà il vero fallimento di tutti.