La rapina all’Arenella, dai contorno hollywoodiani, purtroppo ha “acceso” la lampadina delle menti criminali di altri delinquenti che, sfruttando l’onda lunga della mediaticità dell’evento, stanno organizzando una nuova truffa. In realtà è una frode già nota, la truffa dei finti carabinieri, ma riveduta e corretta per sfruttare l’inquietudine e lo stordimento provocato dalla rapina all’Arenella.
Come funziona la truffa dei finti carabinieri?
Come spiegato dall’onorevole Borrelli dai suoi canali social, la truffa viene portata avanti con la tecnica dello spoofing. Lo spoofing è una tecnica con cui un truffatore finge di essere qualcun altro per sembrare affidabile. Può, per esempio, far apparire un numero di telefono come quello della banca o della polizia, un’email come se fosse inviata da un’azienda reale, un sito web quasi identico a quello ufficiale. Viene usato per convincere la vittima a fornire password, comunicare dati personali, cliccare su link malevoli o addirittura fare un bonifico pensando di parlare con un ente legittimo.
Ebbene, molti cittadini del Vomero, dell’Arenella e di Posillipo hanno segnalato di aver ricevuto strane telefonate dai numeri 112 e 113, appunto tramite lo spoofing, dove i truffatori si presentano come carabinieri che stanno conducendo indagini sulla rapina alla Credit Agricol e chiedono se sono correntisti, se avevano soldi nelle cassette trafugate e se hanno denaro o gioielli a casa.
In tal caso, dopo aver raccolto le informazioni, si recano a casa delle vittime, generalmente persone anziane, con l’obiettivo di derubarle.
Come difendersi da questa truffa?
L’informazione e la condivisione sono le prime armi per difendersi dai truffatori. La prima cosa da fare è quindi avvisare le persone anziane, più facili da raggirare, di questa nuova truffa che sta circolando.
Inoltre è opportuno sapere che nessun carabiniere o poliziotto chiamerebbe mai un privato cittadino per chiedergli se ha denaro in caso. Qualora dovesse arrivare una telefonata del genere, basta contattare col proprio telefonino il 112 o il 113 per denunciare quanto sta succedendo.
I truffatori spingono molto sulla necessità di portare avanti velocemente le indagini e così, presi dalla psicosi e dallo smarrimento, si rischia di rilasciare dati sensibili molto pericolosi ai truffatori.
Anche nel caso in cui qualcuno dovesse bussare alla porta, vestito da carabiniere, prima di aprire e farlo entrare, il consiglio è di telefonare il 112 e 113 e chiedere se stanno girando in zona delle forze dell’ordine.
La segnalazione di Borrelli
In un video Borrelli ha raccontato che una persona anziana è stata contattata da truffatori che si sono qualificati come carabinieri, i quali hanno chiesto se avesse gioielli in casa. L’anziana ha avuto la lucidità di chiamare col suo numero il 112, che ha detto alla donna che assolutamente le forze dell’ordine non telefonano i cittadini per raccogliere questo tipo di informazioni così personali.
Viviamo purtroppo in tempi bui, dove persone malvage e criminali non si fanno scrupoli a derubare persone anziane, sfruttando la loro fragilità e la loro debolezza. L’unico modo per difenderci è informarci e soprattutto informare i nostri cari, soprattutto se anziani, per impedire che possano cadere in questi diaboliche e infami truffe.
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