La rapina alla Credite Agricole a Piazza Medaglie d’Oro è sembrata un film hollywoodiano, un misto tra “La Casa di Carta” e “Operazione San Gennaro”. Una rapina surreale, come raccontato da alcuni testimoni, ma studiata fin nei minimi dettagli.
Le testimonianze degli ostaggi: “Erano gentili e parlavano solo in napoletano”
Uno degli ostaggi, che ha voluto restare anonimo, ha raccontato a NapoliToday alcune sequenze della rapina dai contorni quasi kafkiani: “Erano gentili e parlavano in napoletano stretto”. A quanto pare la trattativa per liberare gli ostaggi era un depistaggio, per permettere ai complici di svuotare le cassette di sicurezza.
Alcuni degli ostaggi si sarebbero lasciati sfuggire: “Ma proprio oggi dovevate venire?” e uno dei rapinatori avrebbe risposto: “Eh certo, mica potevano venire domani che è venerdì 17”.
C’è stato un altro momento decisamente atipico per una rapina, cioè quando i rapinatori avrebbero detto agli ostaggi di lasciare su una scrivania borse e dispositivi elettronici. Gli ostaggi temevano che sarebbero stati loro sottratti soldi e carte di pagamento, ma gli stessi malviventi li avrebbero tranquillizzati: “Siamo lavoratori, proprio come voi, non vi preoccupate, non ci prendiamo i soldi vostri”.
A un certo punto una donna ha iniziato a non sentirsi bene e, a quel punto, un rapinatore le si sarebbe avvicinato e con dolcezza le avrebbe detto: “È tutto a posto, signora, si segga, si calmi, vuole dell’acqua?”.
Poi, quando si sono presentati i carabinieri, uno dei ladri avrebbe esclamato più sorpreso che spaventato: “E mo’ questi chi li ha chiamati?”. A quanto pare l’allarme non sarebbe partito dall’interno della banca, ma da qualcuno all’esterno che, probabilmente, mentre voleva prelevare al bancomat ha visto una strana situazione, con postazioni di lavoro vuote nell’ora di punta e tante persone raggruppate in un posto.
Scoperta nelle fogne la via di fuga della banda del buco
Le ispezioni condotte dagli esperti del sottosuolo napoletano hanno svelato la via di fuga della “banda del buco”. Secondo quanto riportato da NapoliToday, i rapinatori avrebbero utilizzato un cunicolo di circa 20 metri collegato alla rete fognaria. Proprio attraverso questo condotto, largo circa un metro, i ladri sono riusciti a scappare con il bottino prelevato dalle cassette di sicurezza dell’istituto.
Durante i sopralluoghi, guidati da Gianluca Minin – massimo esperto del sottosuolo partenopeo – è stato rinvenuto un generatore di corrente arrugginito. L’apparecchio è stato sequestrato e affidato alla Polizia Scientifica: sebbene l’usura renda difficile datarne l’abbandono, non si esclude che sia stato utilizzato proprio per il colpo, poiché l’elevata umidità dell’ambiente sotterraneo ne avrebbe accelerato il deterioramento
Derubate le cassette, danno non quantificabile
Il bottino della rapina ammonterebbe a svariati milioni di euro. I ladri hanno svuotato oltre cento cassette di sicurezza appartenenti ai clienti dell’ex filiale di via Scarlatti, risparmiando invece quelle dei correntisti storici di Piazza Medaglie d’Oro, custodite in casseforti diverse. Intanto, fuori dalla banca si radunano i clienti in cerca di notizie: tra loro c’è chi, pur scosso, ribadisce la totale fiducia nell’istituto, e chi piange per il timore di aver perso i propri ricordi di famiglia.
Manfredi: “Colpo da grandi professionisti”
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha commentato con queste parole la rapina: “Dai dati che noi abbiamo avuto dalla Abc che è intervenuta per capire bene il lavoro fatto nel sottosuolo, è stata veramente una rapina programmata da mesi, con grandissimi professionisti che hanno fatto un lavoro veramente da film”.
Poi, durante il convegno “Il Mezzogiorno dopo il Pnrr”, ha dichiarato: “Sono rimasto anche sorpreso dal fatto che tante persone abbiano lavorato nel sottosuolo per mesi e nessuno si sia accorto di nulla. Ora vanno fatte delle indagini molto approfondite, capire anche poi le motivazioni di una rapina che ha impegnato risorse criminali così ingenti e grandi professionisti. So che le forze dell’ordine stanno lavorando con grande attenzione insieme alla magistratura. Noi come Comune e la nostra azienda Abc subito siamo intervenuti con i suoi tecnici e abbiamo dato tutte le informazioni e i rilievi che possono aiutare le indagini. Ci auguriamo che rapidamente possano essere individuati i responsabili”.
Infine il pensiero del sindaco va alle famiglie che hanno perso i loro beni: “È una cosa molto dolorosa, ma il colpo è stato pianificato in una maniera scientifica, fatto al centro della città, quindi una cosa che veramente lascia basiti. Però noi stiamo dando il massimo supporto possibile agli investigatori”.
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