Le immagini drammatiche delle frane e del fango a Ischia del 2022 sono ancora impresse nella memoria collettiva, monito crudele di una natura che, quando violata, finisce inesorabilmente per riprendersi i propri spazi. L’abusivismo edilizio continua a rappresentare una ferita aperta per l’isola di Ischia, un territorio tanto meraviglioso quanto idrogeologicamente fragile. Con l’avvicinarsi del weekend di Pasqua, l’isola verde si prepara ad accogliere migliaia di turisti, attratti da promontori a picco sul mare e spiagge incantevoli. Ma dietro la cartolina, si nasconde una battaglia quotidiana per la legalità. A Barano d’Ischia, i Carabinieri della stazione locale hanno intensificato un capillare e silenzioso monitoraggio del territorio. L’obiettivo non è solo arginare le distorsioni dell’over-tourism, come il fenomeno degli affitti in nero e delle fittanze abusive nei pressi dei porti, ma soprattutto contrastare i reati ambientali e urbanistici che mettono a repentaglio la sicurezza dell’intera comunità.
L’occhio dei droni e la lotta allo “zoning violation”
Le forze dell’ordine si trovano oggi a fronteggiare una criminalità ambientale che tenta di aggirare le regole in modo sempre più sfrontato. Il nemico principale, in gergo tecnico, si chiama zoning violation: la pratica illecita di edificare o stravolgere la destinazione d’uso di un immobile in totale spregio ai piani urbanistici vigenti. In un’isola che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane a causa del dissesto idrogeologico, costruire dove non si può significa innescare una bomba a orologeria. Per combattere questo fenomeno, i Carabinieri di Barano d’Ischia hanno adottato metodologie investigative all’avanguardia.
Non si limitano più al solo controllo su strada o allo spoglio di faldoni e carte catastali negli uffici. Oggi le indagini si avvalgono della tecnologia: i militari incrociano i dati delle mappe satellitari sul web e, soprattutto, pattugliano il cielo utilizzando i droni. Questi sofisticati “occhi elettronici” permettono di mappare la conformazione del territorio a 360 gradi, scovando dall’alto cantieri nascosti dalla fitta vegetazione o mascherati da finte coperture agricole, che sfuggirebbero a un normale controllo da terra.
Il sogno della “villa californiana” che sventra la collina
È proprio grazie a questo mix di indagini tradizionali e sorveglianza aerea che l’attenzione dei militari si è concentrata sulla località di “Montegatto”. Si tratta di un’area di inestimabile pregio, nota a livello internazionale per essere attraversata dal celebre “Sentiero delle Baie”, un percorso escursionistico mozzafiato che si snoda tra antichi vigneti, boschi di querce e distese di fichi d’india. Proprio in questo paradiso naturale, sottoposto a stringenti vincoli paesaggistici dove la legge consentirebbe al massimo la coltivazione della vite, stava sorgendo un vero e proprio ecomostro.
Grazie a un’operazione congiunta che ha visto i Carabinieri collaborare fianco a fianco con il personale dell’Ufficio Tecnico Comunale (UTC) e gli agenti della Polizia Locale, è stato interrotto un cantiere faraonico. L’intento degli abusivisti era chiaro: realizzare un complesso residenziale simile a una sfarzosa “villa californiana”. I numeri del sequestro sono impressionanti: su un’area di ben 12.000 metri quadrati, le forze dell’ordine hanno rinvenuto dieci manufatti abusivi, di cui cinque ancora allo stato grezzo. Il blitz ha portato alla luce un profondo stravolgimento della montagna, con oltre sessanta metri lineari di possenti muri di contenimento in cemento, terrazzamenti completamente pavimentati, tettoie, grandi pergolati e, fattore ancora più grave, imponenti sbancamenti ed estrazioni di roccia.
Un intervento edilizio devastante che ha causato un’irreversibile trasformazione orografica di un territorio altamente tutelato per il suo valore naturalistico. L’intera area, che oggi assomiglia a una ferita di cemento nel cuore verde dell’isola, è stata posta sotto sequestro preventivo, mentre il proprietario del terreno è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. Un segnale forte che ribadisce come, a Ischia, la tolleranza verso chi specula a danno dell’ambiente e della sicurezza pubblica sia ormai scesa a zero.
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