Una vicenda torbida e dolorosa scuote la comunità di Casalnuovo di Napoli. Quello che doveva essere un pomeriggio normale si è trasformato in un incubo per Vincenzo (nome di fantasia), bambino di 12 anni, vittima di una brutale violenza sessuale. Dopo giorni di silenzi, ostacoli burocratici e una mobilitazione cittadina, l’aggressore è stato finalmente assicurato alla giustizia. La vicenda, portata alla luce grazie al coraggio della famiglia e all’intervento del deputato Francesco Emilio Borrelli, solleva ora interrogativi inquietanti sulla possibilità di altre vittime.
Il drammatico ritorno a casa: “Papà, non ti arrabbiare”
Tutto ha inizio circa due settimane fa, quando Vincenzo esce di casa per una semplice commissione in un negozio del quartiere. Al suo ritorno, il ragazzo appare visibilmente sconvolto. Per oltre un’ora resta chiuso in un silenzio impenetrabile, finché non trova la forza di rivolgersi al padre con una frase straziante: “Papà devo dirti una cosa, mi prometti che non ti arrabbi?”. È in quel momento che il giovane confessa la vergogna e il dolore per l’abuso subìto, dando il via a una battaglia legale e umana non priva di ostacoli.
L’odissea della denuncia e il “codice rosso” mancato
Nonostante la gravità del racconto, per la famiglia di Vincenzo iniziano quattro giorni di puro calvario burocratico. I genitori vengono “rimbalzati” tra caserme e ospedali, senza riuscire ad attivare immediatamente le procedure previste dal “codice rosso”.
Solo l’intervento dell’avvocato Francesco Petruzzi ha permesso di sbloccare la situazione, indirizzando la famiglia all’ospedale Santobono di Napoli per i necessari accertamenti clinici e la formalizzazione della denuncia. Un ritardo, questo, su cui il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli ha già annunciato un’interpellanza parlamentare.
L’arresto e la confessione dell’aggressore
Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola, hanno portato in breve tempo all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Destinatario del provvedimento è un commerciante di 47 anni di Casalnuovo, già noto in città anche per i suoi legami con la politica locale.
L’uomo, sentendosi ormai braccato, si era presentato spontaneamente in commissariato pochi giorni dopo il fatto e avrebbe confessato l’accaduto. Attualmente si trova nel carcere di Poggioreale con l’accusa di violenza sessuale su minorenne.
Il timore di un “mostro seriale” nelle scuole
Le parole della madre di Vincenzo aprono uno scenario ancora più inquietante. L’arrestato, infatti, oltre alla sua attività commerciale di articoli da regalo, lavorava nel sociale e nel mondo del teatro, collaborando spesso con le scuole e con bambini fragili o disabili.
“Siamo preoccupati, potrebbe averlo già fatto ad altri”, denuncia la donna. Anche Borrelli rilancia l’allarme: data la natura delle attività svolte dall’uomo, il timore è che Vincenzo possa non essere l’unica vittima di quello che viene ipotizzato come un potenziale abusatore seriale.
Casalnuovo scende in piazza: la fiaccolata per Vincenzo
Mentre la magistratura prosegue il suo lavoro, la solidarietà dei cittadini non si è fatta attendere. Ieri sera, oltre 400 persone hanno sfilato in una fiaccolata silenziosa per le strade di Casalnuovo. Una marcia per Vincenzo, per la sua famiglia e per gridare “mai più”. La comunità chiede giustizia rapida e sicura, stringendosi attorno a un ragazzo la cui vita è stata segnata da un trauma profondo, ma che ha avuto la forza di rompere il muro del silenzio.
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