Le strade della periferia orientale di Napoli tornano a essere scenario di un inseguimento da film, che solo per pura fortuna non si è trasformato in tragedia. Un SUV lanciato a folle velocità, un minorenne al volante e una pistola carica, con il colpo in canna e il cane alzato, pronta a fare fuoco. È il bilancio di un’operazione dei Carabinieri della tenenza di Cercola che ha portato all’arresto di un 24enne e alla denuncia di un 17enne, in un clima di tensione che continua a stringere la zona in una morsa di illegalità.
L’inseguimento contromano e il lancio della calibro 7,65
Tutto ha inizio in via Matilde Serao. Un SUV sfreccia tra le auto, le frenate brusche fanno fischiare gli pneumatici sull’asfalto, attirando immediatamente l’attenzione di una pattuglia dei Carabinieri in servizio di controllo. Alla vista dei militari, il giovane alla guida decide di non fermarsi, dando il via a una fuga disperata.
Il veicolo imbocca via Aldo Moro contromano, seminando il panico tra i passanti, per poi dirigersi verso via Don Minzoni. È qui che avviene il gesto più inquietante: il passeggero apre il finestrino e si sbarazza di un oggetto pesante, lanciandolo con forza sulla strada.
La corsa prosegue per centinaia di metri, finché una manovra coordinata tra i Carabinieri di Cercola e altre gazzelle giunte in supporto riesce a sbarrare la strada al SUV. A bordo vengono identificati tre giovani: alla guida un 17enne già noto alle forze dell’ordine, sul sedile posteriore un 19enne incensurato e, accanto al conducente, un 24enne, anch’egli incensurato fino a quel momento.
L’arma recuperata dai militari spiega il motivo di tanta ferocia nella fuga: una pistola calibro 7,65 carica e pronta all’uso. Il 24enne è stato trasferito in carcere, mentre per il minorenne è scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
Il sacrificio di Fabio Ascione e una lezione non ancora appresa
La tragica morte di Fabio Ascione, giovane lavoratore e vittima innocente della ferocia criminale, doveva segnare un punto di non ritorno per il territorio. Eppure, l’episodio di Cercola dimostra che vedere un minorenne alla guida di un SUV con una pistola carica tra le mani è una realtà ancora tragicamente attuale.
Nonostante la pressione della DDA sui clan dell’area Est, come i De Micco, la cultura della violenza continua a sfidare lo Stato, calpestando la memoria di chi, come Fabio, con il malaffare non aveva nulla a che fare. La ricerca della giustizia per Fabio prosegue, ma la sicurezza delle strade resta un traguardo ancora lontano.
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