Cena senza pagare in una pizzeria a Boscotrecase, ma per i due “furbetti” finisce malissimo

Una coppia mangia in pizzeria e si rifiuta di pagare i 40 euro di conto, sfidando i titolari a chiamare l'1-1-2. Ma non sanno cosa li aspetta. Leggi la storia!

“Chiunque, dissimulando il proprio stato di insolvenza, contrae un’obbligazione col proposito di non adempierla è punito, a querela della persona offesa qualora l’obbligazione non sia adempiuta, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 516 euro”. Dietro il burocratese e il linguaggio formale dell’articolo 641 del codice penale italiano, si nasconde in realtà uno degli incubi peggiori, e purtroppo più frequenti, per i ristoratori del nostro Paese: la cosiddetta insolvenza fraudolenta.

In termini poveri, stiamo parlando dei classici “furbetti del conto”. Le cronache locali e nazionali pullulano di episodi del genere, trasformando una prassi disonesta in un vero e proprio fenomeno di malcostume. Dalla maxi-tavolata che si dilegua alla spicciolata con la scusa di fumare una sigaretta all’aperto, fino al grottesco “trenino” di capodanno che, ballando tra i tavoli, imbocca la porta d’uscita per non fare mai più ritorno.

Spesso, l’amarezza dei titolari si conclude con un nulla di fatto: una denuncia a piede libero sporta contro ignoti e l’incasso perso. Altre volte, il terrore della gogna mediatica sui social network spinge il cliente colto in fallo a tornare sui propri passi, saldando il debito con tanto di scuse. Ma la vicenda andata in scena nelle scorse ore a Boscotrecase ha un sapore decisamente diverso. Questa volta, l’arroganza di una coppia di commensali si è trasformata in un vero e proprio boomerang giudiziario, regalando alla serata un epilogo che nessuno dei due avrebbe mai potuto immaginare.

La cena a Boscotrecase “a scrocco”

Tutto inizia a Boscotrecase, comune situato a sud di Napoli, all’ombra del Vesuvio. È una serata apparentemente come tante in una nota pizzeria di via Nazionale. Una coppia varca la soglia del locale: lei è una donna di 38 anni originaria della Romania, lui un uomo di 32 anni proveniente dal Marocco. I due si accomodano, ordinano e consumano in totale tranquillità due pizze, accompagnate dalle rispettive bibite.

Terminata la cena, arriva il momento che ogni ristoratore attende: la presentazione del conto. L’importo stampato sullo scontrino è assolutamente modesto e in linea con i prezzi di una normale pizzeria: appena 40 euro. È a questo punto, però, che la situazione prende una piega surreale. I due clienti non accampano scuse, non fingono di aver dimenticato il portafogli a casa e non tentano la fuga. Con una serenità disarmante, si rivolgono alla titolare e le comunicano semplicemente che non hanno alcuna intenzione di pagare perché sono sprovvisti di denaro.

Di fronte alle legittime rimostranze dei proprietari e alla minaccia di allertare immediatamente le forze dell’ordine, la coppia non batte ciglio. “Non abbiamo soldi e non pagheremo, denunciateci pure”- è la serafica e provocatoria risposta. I due, convinti probabilmente che la giustizia italiana si sarebbe fermata a una banale ramanzina o a una denuncia a piede libero destinata a cadere nel vuoto, si siedono e attendono senza il minimo timore l’arrivo della pattuglia.

Il colpo di scena

La chiamata all’1-1-2 fa giungere tempestivamente sul posto i Carabinieri della stazione di Trecase. I militari si trovano davanti a una scena insolita: i presunti truffatori sono lì, immobili e impenitenti. Tuttavia, la spavalderia della coppia non scompone minimamente gli uomini dell’Arma, che danno il via alle procedure di rito per l’identificazione.

I due dichiarano di non avere con sé alcun documento di riconoscimento. Un dettaglio che insospettisce ulteriormente i Carabinieri, spingendoli ad approfondire i controlli incrociando i dati forniti con i terminali delle forze dell’ordine, per capire esattamente chi abbiano di fronte.

Ed è qui che l’arroganza si trasforma in una trappola perfetta. Dai server del Ministero emerge una verità clamorosa: sulla testa della 38enne romena pende un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento era stato emesso dal Tribunale di Lucca poiché la donna aveva gravemente trasgredito a delle prescrizioni precedentemente imposte dall’Autorità giudiziaria.

Il sorriso beffardo si spegne in un istante. Quella che doveva essere una cena gratuita si è rivelata il conto più salato della loro vita. L’uomo di 32 anni è stato denunciato a piede libero per l’insolvenza fraudolenta. Per la donna, invece, l’epilogo è stato decisamente più drammatico: sono scattate immediatamente le manette. Questa mattina, i Carabinieri l’hanno trasferita direttamente nel carcere di Secondigliano. Una banale pizza da 40 euro le è costata la libertà.