Far West al Vomero, ostaggio dei rider. La denuncia di un cittadino: “Mio fratello investito, siamo tutti a rischio”

Attimi di paura al Vomero: rider in fuga dalla polizia municipale urta un uomo e rischia di investire un altro pedone con carrozzino.

Rider che sfrecciano a tutta velocità tra le strade, semafori rossi bruciati, zig-zag tra i cittadini, comprese mamme con passeggini, anziani e bambini, e manovre pericolose che mettono a rischio l’incolumità degli altri utenti della strada, che siano pedoni, motociclisti o automobilisti. Questo purtroppo è il triste scenario che vediamo ogni giorno in tutta Napoli e provincia e che può provocare incidenti, come quello successo al Vomero, precisamente in via Scarlatti, come ha denunciato un cittadino.

La denuncia di un cittadino: “Arroganti e incivili, i rider rappresentano un pericolo serio”

I fatti si sono svolti ieri mattina, 28 aprile, e a raccontarceli è stato proprio un cittadino del Vomero: “Mi trovavo all’incrocio tra via Scarlatti e via Merliani, mentre parlavo con mio fratello e una mia cugina che avevo appena incontrato. Stavamo parlando del fatto che tra qualche settimana dovrò trasferirmi in Toscana per alcuni mesi e, ironia della sorte, mia cugina ha detto che è un peccato perché al Vomero si sta bene.

Proprio in quel momento un rider sulla sessantina è arrivato sfrecciando verso l’incrocio. Io neanche ci avevo fatto caso, ma mia cugina si è accorta che la polizia municipale lo aveva appena fermato. I due agenti gli hanno intimato di fermarsi e tornare indietro spingendo lo scooter a mano, ma lui invece ha girato il mezzo ed è ripartito, nonostante l’alt dei due agenti.

Facendo manovra si è letteralmente schiantato contro mio fratello, che per fortuna ha avuto la prontezza di schivarlo, o quanto meno attutire l’impatto. Il rider è ripartito e io l’ho inseguito per un centinaio di metri a piedi di corsa, riuscendo a memorizzare la targa che ho poi indicato agli agenti.

Mio fratello ha riportato un’escoriazione alla mano che gli hanno poi medicato in farmacia. Gli agenti hanno detto che avrebbero elevato la contravvenzione e che per la denuncia penale saremmo dovuti passare al comando. Ci tengo a sottolineare che nell’ultimo tratto il rider ha rischiato di investire anche un signore che stava con un carrozzino”. Insomma, fortunatamente non è successo nulla di particolarmente grave, ma solo per puro caso e la tragedia era dietro l’angolo.

Il ruolo delle aziende di delivery

Negli ultimi anni il tema dei rider è finito più volte al centro di indagini e accertamenti da parte della magistratura e degli organi ispettivi, soprattutto per quanto riguarda il rapporto di lavoro con le piattaforme di delivery, le condizioni contrattuali, la sicurezza e i meccanismi che regolano tempi e consegne.

Più volte è emerso il nodo di un sistema che, secondo varie contestazioni, rischierebbe di spingere i lavoratori a ritmi serrati pur di garantire consegne rapide e compensi sufficienti, con possibili ricadute anche sulla sicurezza stradale. In pratica più consegne si fanno, più si viene pagati: questo sarebbe l’accordo tra aziende di delivery e rider.

Un contesto complesso, dunque, nel quale alle responsabilità individuali dei singoli rider si affianca la necessità di fare piena luce anche sulle eventuali pressioni organizzative e sul modello imposto dalle aziende del settore, per capire se la corsa contro il tempo che ogni giorno si consuma sulle strade cittadine sia davvero solo frutto di comportamenti personali o anche della struttura del lavoro che c’è dietro.

Il ruolo dei rider

Tutto questo naturalmente non giustifica i rider che, per qualche euro in più, mettono a rischio la loro vita e quella di altre persone per consegnare un panino o una pizza. Non voglio demonizzare tutti i rider, tra di loro ci sono anche giovani, padri di famiglia e stranieri che accettano questo lavoro, spesso mal pagato, per arrotondare qualcosa a fine mese.

Tra di loro però ci sono anche persone che, sprezzanti delle regole del codice stradale e delle più comuni regole della convivenza civile, trasformano le strade di Napoli in piste dove correre pericolosamente per qualche euro in più.

Servono quindi maggiori controlli tra le aziende di delivery, ma anche sanzioni severissime e pesanti per i rider che infrangono le regole. Non vorrei che si intervenisse (e a volte neanche in quei casi) solo quando si scappa il morto…