Sal da Vinci premiato dal sindaco Manfredi, l’artista risponde così alle polemiche

Sal da Vinci premiato con la medaglia della città. Nel tripudio generale ha risposto con garbo alle polemiche dopo la sua vittoria.

Sal da Vinci continua a vivere un momento d’oro e, dopo aver vinto il Festival di Sanremo 2026, è stato premiato dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi nell’incantevole scenario della sala dei Baroni del Maschio Angioino, davanti alla Giunta e al Consiglio comunale, con la medaglia della città, un grande onore per il cantante. L’artista ha raccolto l’abbraccio caloroso dei suoi fan, rispondendo e spegnendo allo stesso tempo le tante polemiche scoppiate in seguito alla sua vittoria.

Sal da Vinci risponde alle critiche

Sal da Vinci non ha voluto replicare alle accuse alla sua canzone dal malcelato retrogusto razzista, gettando acqua sul fuoco per spegnere le ultime fiammelle della polemica rimaste ancora accese.

Il cantante ha invitato i fan a non accettare le provocazioni e a non rispondere alle polemiche. “Quelle vanno via, mentre la musica resta” – ha sentenziato. Ha quindi preferito la strada dell’indifferenza, lasciandosi scorrere addosso le accuse e a tratti anche gli insulti che ha dovuto subire la sua canzone.

C’è stato anche modo di rispondere a un’altra polemica, quella secondo la quale la premier Giorgia Meloni l’avrebbe contattato per chiedere il permesso di usare la sua canzone “Per sempre sì” per sostenere la campagna del sì in vista del prossimo referendum sulla giustizia in programma a fine marzo.

“Giorgia Meloni mi ha chiamato – ha detto l’artista – per trenta secondi per farmi i complimenti per il Festival, ma poi aveva altre mille cose da fare più importanti che parlare col sottoscritto”, smentendo quindi che la Premier possa averlo telefonato per chiedere il permesso di utilizzare la sua canzone.

Felice anche il sindaco Manfredi per la vittoria di un figlio di Napoli, che si è confermata capitale della musica. Anche il primo cittadino ha preferito sorvolare sulle critiche. Sal da Vinci adesso è atteso a Caivano, dove è stato invitato da Don Maurizio Patriciello che ha confermato la presenza in futuro dell’artista partenopeo nella cittadina.

Chi è Sal da Vinci: una carriera costruita sulla gavetta

Sal da Vinci, nome d'arte di Salvatore De Vinci, è nato a Napoli il 17 luglio 1967 ed è uno dei cantanti melodici napoletani più amati e rispettati della sua generazione. La sua carriera si è sviluppata nell'arco di oltre tre decenni, costruita con pazienza e determinazione lontano dai grandi riflettori: anni di piccoli palchi, concerti nei teatri del Sud Italia, dischi pubblicati per un pubblico di appassionati fedeli che lo ha sempre sostenuto con affetto sincero.

Ha inciso numerosi album, partecipato a rassegne e festival musicali in tutta la penisola e coltivato nel tempo un rapporto diretto e autentico con i propri fan. La sua voce — calda, potente, capace di toccare le corde più profonde dell'emotività meridionale — è diventata uno dei suoni più riconoscibili della canzone napoletana contemporanea.

La vittoria a Sanremo 2026: il coronamento di una vita artistica

La vittoria al Festival di Sanremo 2026 con la canzone “Per sempre sì” rappresenta il coronamento di un percorso autentico, costruito un mattone alla volta, senza scorciatoie né meccanismi di promozione artificiale. La polemica scatenata da alcuni critici e colleghi — con commenti che hanno sfiorato il pregiudizio culturale nei confronti della musica meridionale — ha mostrato quanto certi luoghi comuni sulla canzone napoletana siano duri a morire. La risposta di Napoli, e la medaglia consegnata dal sindaco Manfredi nella storica sala dei Baroni del Maschio Angioino, hanno però chiarito senza ambiguità che un'intera città si riconosce in quel successo e ne va orgogliosa.

La visita annunciata a Caivano rappresenta un momento simbolico importante: un artista che ha vinto il Festival di Sanremo sceglie di portare la sua musica non nei salotti televisivi, ma in uno dei quartieri più difficili d'Italia, rispondendo all'invito di un parroco che da anni lotta per restituire dignità e futuro ai giovani della comunità. Un gesto che vale più di mille dichiarazioni.