Allarme Epatite A a Napoli: boom di ricoveri per i frutti di mare crudi

Gli esperti spiegano come proteggersi ed evitare i rischi legati al pesce crudo in vista della Pasqua.

Scatta l’allarme sanitario a Napoli, dove un’anomala impennata di casi di epatite A sta mettendo a dura prova le strutture ospedaliere cittadine. Al centro dell’emergenza c’è il consumo di pesce crudo, un’abitudine che ha già costretto decine di persone alle cure mediche, spingendo gli esperti a lanciare un monito in vista delle imminenti festività pasquali.

Boom di epatite A: cosa sta succedendo?

Nelle ultime settimane, l’Ospedale Cotugno, polo di riferimento per le malattie infettive, ha registrato numeri allarmanti. Attualmente si contano circa quaranta pazienti ricoverati nei reparti e un’altra decina in attesa al pronto soccorso.

La pressione sulla struttura è tale che, dalla serata del 18 marzo, l’ospedale ha dovuto sospendere l’accettazione di trasferimenti da altri presidi. Sebbene la quasi totalità dei degenti sia in condizioni stabili e sotto stretto monitoraggio clinico, c’è apprensione per un paziente il cui quadro clinico severo ha reso necessario il trasferimento d’urgenza all’ospedale Cardarelli.

L’origine del focolaio sembra chiara: oltre il 50% dei contagiati ha ammesso di aver consumato frutti di mare crudi, innescando una successiva catena di contagi secondari all’interno delle famiglie per via oro-fecale.

I consigli degli esperti: come evitare di contrarre il virus?

Per arginare la diffusione dell’epatite A, le autorità sanitarie e i medici di base raccomandano alcune regole fondamentali di prevenzione. Innanzitutto, l’igiene delle mani è cruciale: lavarle accuratamente con acqua e sapone per almeno 20 secondi dopo l’uso del bagno e prima di manipolare o consumare cibo.

In cucina, bisogna fare attenzione a non mescolare cibi cotti e crudi, sanificando sempre piani di lavoro, utensili e taglieri dopo ogni utilizzo. È essenziale lavare meticolosamente frutta e verdura, utilizzare solo acqua potabile sicura, anche per il ghiaccio, ed evitare di preparare pasti per altri se si manifestano disturbi gastrointestinali.

La vaccinazione rappresenta tuttavia la difesa più efficace. Infine, chiunque sia entrato in stretto contatto con una persona infetta deve rivolgersi immediatamente al proprio medico o all’Asl.

L'epatite A: un'infezione virale prevenibile

L'epatite A è un'infezione virale acuta del fegato causata dall'HAV (Hepatitis A Virus). A differenza delle epatiti B e C, non evolve mai in forma cronica: il sistema immunitario riesce generalmente a eliminare il virus nel giro di alcune settimane, conferendo al paziente guarito un'immunità permanente. Tuttavia, nelle forme più gravi — più frequenti negli adulti rispetto ai bambini — la malattia può causare una sofferenza epatica severa che richiede ricovero prolungato e, in rari casi, può portare a un'insufficienza epatica acuta.

Il contagio avviene per via oro-fecale: basta ingerire anche minime quantità di materiale fecale infetto, che può trovarsi in acqua non depurata o in alimenti crudi. I molluschi bivalvi sono i principali veicoli di trasmissione perché filtrano enormi volumi di acqua accumulando il virus nei loro tessuti. Il periodo di incubazione — dai 15 ai 50 giorni — rende spesso difficile individuare il momento preciso del contagio, complicando il tracciamento epidemiologico.

I sintomi tipici comprendono febbre, astenia marcata, nausea, dolori addominali e, nei casi conclamati, ittero con urine scure e feci chiare. La malattia si trasmette anche da persona a persona, spiegando i contagi secondari all'interno dei nuclei familiari segnalati dall'Asl.

La vaccinazione come risposta all'emergenza

La vaccinazione contro l'epatite A rappresenta lo strumento di protezione più efficace e duraturo. Il vaccino, somministrabile a partire dall'anno di età, garantisce una protezione superiore al 95% già dopo la prima dose, che si consolida per decenni con il completamento del ciclo. In risposta all'emergenza, l'Asl Napoli 1 Centro ha attivato sportelli straordinari per la somministrazione gratuita del vaccino alle categorie più esposte, con particolare attenzione ai lavoratori del settore alimentare e della ristorazione.

In attesa che l'emergenza rientri, l'invito delle autorità sanitarie ai cittadini napoletani è chiaro: evitare il consumo di pesce crudo, lavare accuratamente le mani prima dei pasti e rivolgersi immediatamente al proprio medico di base o al pronto soccorso in caso di comparsa dei sintomi caratteristici. Una risposta rapida è fondamentale per limitare la diffusione del contagio all'interno dei nuclei familiari.