In questi giorni sta facendo il giro del web la storia di Punch, un cucciolo di macaco dello zoo di Ichikawa in Giappone, che ha scelto come amico, o meglio come mamma, una scimmietta di peluche. Perché lo ha fatto? Perché è stato rifiutato dalla sua vera madre, forse perché malato o in qualche modo diverso, e di conseguenza anche le altre scimmie lo hanno lasciato solo, allontanandolo dal gruppo. Prima però di raccontare questa storia, dobbiamo conoscere quella di Go-Chan, che si è intrecciata indissolubilmente con quella di Punch.
Chi è Go-Chan?
Go-Chan è una scimmia adulta, che ha alle spalle un passato di sofferenza. Nata e cresciuta sotto le luci scintillanti di un circo, non ha mai legato con le altre scimmie. Sin da piccolo non è mai stato accettato dai suoi simili, essendo vittima di quello che definiremmo bullismo. Eh sì, il bullismo purtroppo esiste anche tra gli animali…
In ogni caso Go-Chan non è mai riuscito a legare col gruppo e anche gli esseri umani del circo si sono accorti del disagio della scimmia, che viveva ormai isolata da tutto e da tutti. Hanno quindi pensato che la cosa migliore fosse trasferirlo in uno zoo, quello di Ichikawa, lo stesso di Punch.
Una scimmietta di peluche come mamma
Ritorniamo allora a Punch, il cucciolo di macaco che è stato rifiutato dalla madre. A quell’età i cuccioli hanno bisogno della mamma, non solo per una questione affettiva, ma di sopravvivenza. Tuttavia Punch, per qualche motivo, è stato considerato debole, diverso, in qualche modo “indegno” e la mamma non ne ha voluto sapere nulla di lui. Un po’ come nell’antica Sparta, dove secondo la leggenda i bambini malati, deformi o diversi venivano gettati dal monte Taigeto, o comunque ripudiati dai genitori.
Dopo essere stato rifiutato dalla mamma, tutti gli altri membri del gruppo lo hanno cacciato, picchiato, in poche parole “bullizzato”. Il povero Punch era solo e triste, così i guardiani hanno deciso di regalargli una scimmia di peluche. E lì è successo qualcosa di meraviglioso e tristissimo allo stesso tempo: Punch si è affezionato a quel peluche, lo abbracciava, lo stringeva, lo portava sempre con sé, perché era la cosa più vicina che potesse essere considerata una mamma o un amico.
Punch aveva bisogno di contatto fisico ed è riuscito a trovarlo proprio in quell’essere inanimato, l’unico che non lo ha respinto.
L’amicizia tra Go-Chan e Punch
E adesso ritorniamo a Go-Chan, che ha ricoperto un ruolo di primo piano in questa storia. Mentre Punch si legava alla scimmietta di peluche, gli altri membri del gruppo continuavano a ignorarlo.
Tutti tranne uno, Go-Chan. Un giorno con circospezione si è avvicinato al piccolo e ha iniziato a interagire con lui, praticando il cosiddetto “grooming”, cioè la pulizia reciproca del pelo, un vero rito sociale che consolida i legami di amicizia.
Perché Go-Chan ha deciso di avvicinarsi a Punch? Molto probabilmente perché in quel piccolo cucciolo di macaco ha rivisto se stesso e le medesime sofferenze che ha vissuto sulla sua pelle sin da piccolo. Del resto, due anime che hanno sofferto si riconoscono subito.
Da allora le due scimmie sono diventate inseparabili e, anche se il mondo là fuori è duro, tanto vale affrontarlo con un amico fidato al proprio fianco. Una storia di amicizia, di amore e di comprensione, una storia in cui gli animali ci dimostrano che possono insegnare a noi esseri umani ancora tanto, spiegandoci come essere migliori di quello che siamo.



