Il Giro d’Italia cambia faccia all’ombra del Vesuvio. I ritardi nei cantieri per il villaggio dell’America’s Cup nell’ex area Italsider di Bagnoli e i lavori ancora in corso sul Lungomare di via Partenope costringono l’organizzazione a una clamorosa inversione di marcia. Niente sfilata tra Posillipo, Marechiaro e il Parco Sommerso della Gaiola: per non interferire con le ruspe, i cui lavori termineranno presumibilmente solo a giugno, il percorso dell’attesissima tappa napoletana del 14 maggio cambia volto, regalando però alla città un finale diverso.
Addio Lungomare, si torna al Plebiscito 47 anni dopo
Il nuovo tragitto cancellerà la suggestiva volata finale verso Castel dell’Ovo inizialmente prevista. I ciclisti, dopo aver percorso via Marina all’altezza della Basilica del Carmine e aver sfilato sotto gli imponenti bastioni del Maschio Angioino, si daranno battaglia sul pavé di Piazza del Plebiscito.
Il traguardo sarà fissato proprio davanti alla maestosa facciata di Palazzo Reale, sotto lo sguardo delle statue degli otto re di Napoli, mentre il villaggio sportivo troverà casa in Piazza Municipio. Non è una prima volta assoluta: questo stesso scenario fu teatro di un arrivo storico ben 47 anni fa, quando a trionfare fu il mitico Francesco Moser.
Lavori di notte e 2,2 milioni di euro per rifare il look alle strade
Per accogliere la sesta tappa della 109esima edizione, la Città Metropolitana di Napoli non ha badato a spese. Sul piatto ci sono 2 milioni e 200mila euro stanziati per rimettere a nuovo i manti stradali dei 27 Comuni coinvolti. La sfida logistica è imponente: si parla di 110mila metri quadri di interventi (circa 14 km di strade comunali) che includono il rifacimento della pavimentazione, della segnaletica e la messa a quota dei chiusini. Per limitare i disagi alla circolazione e superare persino le difficoltà di approvvigionamento dei derivati del petrolio causate dalla crisi internazionale, il 60% dei cantieri si è svolto e si concluderà in orario notturno.
Da Paestum a Napoli: una vetrina mondiale per i tesori nascosti
La frazione campana, lunga 141 km, partirà dai maestosi templi greci di Paestum per abbracciare l’area metropolitana partenopea in un percorso che è una vera e propria operazione di marketing territoriale. L’obiettivo, nell’anno di Napoli Capitale Europea dello Sport (e per la quinta volta consecutiva tappa della carovana rosa), è mostrare al mondo i gioielli meno noti dell’entroterra.
I ciclisti attraverseranno Palma Campania, culla delle Quadriglie, Nola, patria dei Gigli Patrimonio Unesco, e poi giù fino alle Basiliche paleocristiane di Cimitile, sfiorando la Masseria Luce a San Pietro a Patierno prima di gettarsi nel cuore pulsante di Napoli. Un evento che unirà millenni di storia e arte offrendoli a un’audience potenziale di circa 700 milioni di spettatori in 200 Paesi.
Foto: Pixabay
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