Un centro di consulenza informatica di Arzano era stato trasformato in un centro di appuntamenti. La scoperta è stata fatta dai carabinieri di Arzano, che hanno seguito due piste: il web e le voci in strada.
Centro di consulenza come copertura
I militari da tempo stavano monitorando uno studio di consulenza informatica in paese, o almeno così compariva sul database camerali attivi. Tuttavia c’era un viavai eccessivo e decisamente sospetto di persone in cerca di presunti consigli e consulenze di natura informatica.
Nelle chat e sui social rimbalzavano messaggi del tipo: “Ottimo posto, andateci!”. Intanto però, sia sui social che tra le strade del paese, cominciava a diffondersi una voce: quello è un luogo di appuntamenti con ragazze cinesi.
L’irruzione dei militari
I carabinieri, raccolte tutte le informazioni, hanno fatto irruzione nell’appartamento: alcuni vestiti in borghese per non destare sospetti, e altri hanno partecipato all’operazione in divisa, pronti a intervenire in caso di necessità.
In casa c’erano un 51enne di origini cinesi, residente ad Arzano e titolare dell’azienda, e un’altra donna di 41 anni, anche lei asiatica. I due inizialmente non hanno avuto alcuna reazione, poiché credevano che quelli erano semplici clienti, non militari.
Hanno però capito di essere nei guai quando, poco dopo, sono arrivati i carabinieri in divisa che hanno salito le scale per un sopralluogo. Nell’appartamento, dopo l’ingresso con una piccola scrivania e una piccola cucina sul lato, c’era un corridoio con 4 stanze con tende colorate e semi-trasparenti messe al posto delle porte.
Al loro interno i carabinieri hanno trovato 4 donne cinesi in abiti succinti e altro materiale che ha confermato l’attività di prostituzione. C’erano effettivamente dei computer, utilizzati però per altri tipi di consulenze evidentemente.
Il 51enne e la 41enne sono stati denunciati per sfruttamento della prostituzione, mentre l’appartamento e il sistema di videosorveglianza sono stati sequestrati.

