Notte particolarmente intensa per i carabinieri di Grumo Nevano, intervenuti dopo la segnalazione di un raid in un bar di Arzano. In manette sono finiti tre giovani, un 23enne e un 19enne incensurati e un 22enne già noto alle forze dell’ordine, accusati a vario titolo di rissa, percosse, minaccia aggravata, ricettazione, porto e detenzione abusiva di armi. Denunciati anche un 20enne già noto alle forze dell’ordine, per false dichiarazioni sull’identità personale e violazione dell’obbligo di dimora, e un 40enne, titolare di porto d’armi, per omessa comunicazione della cessione dell’arma.
Pestaggio in un bar di Arzano: cos’è successo?
Facciamo un salto indietro, esattamente alla notte tra il 2 e il 3 marzo 2026. Come già anticipato i carabinieri di Grumo Nevano, impegnati in un servizio ad “alto impatto”, sono intervenuti in un bar di Arzano dove è stata segnalata una rissa. I soggetti coinvolti si erano già dileguati, ma i militari grazie alle immagini di videosorveglianza sono riusciti a ricostruire i fatti.
Due giovani stavano giocando alle slot machine, quando sono stati aggrediti da tre ragazzi a volto scoperto. L’azione è stata violenta e feroce: uno degli aggressori ha puntato la pistola in faccia a un ragazzo, mentre un altro ha colpito la seconda vittima alla testa con il calcio della pistola. Pochi attimi di brutale violenza, poi i tre aggressori sono fuggiti.
Sulle tracce di vittime e aggressori
I carabinieri hanno rintracciato le due vittime, già note alle forze dell’ordine, che però sono poco collaborative. Anzi, uno dei due ragazzi ha fornito addirittura un nome falso poiché su di lui gravava l’obbligo di dimora in un altro comune e per questo è stato poi denunciato.
I militari conoscono bene anche gli aggressori, così sono andati direttamente nelle loro abitazioni. I due ragazzi incensurati sono finiti in manette e i loro indumenti sono stati sequestrati. In casa del 22enne è stata ritrovata anche una pistola semiautomatica calibro 7.65 completa di caricatore inserito e 7 munizioni, risultata illegalmente detenuta. L’arma era nascosta nel divano dove il ragazzo stava dormendo.
Dopo una breve ricerca, grazie alla matricola non punzonata, i carabinieri sono risaliti al legittimo proprietario della pistola, un 40enne che l’avrebbe rivenduta a terzi perché indebitato. Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere e le indagini proseguono per capire qual è stato il motivo del raid.

