Un’altra storia di violenza domestica, l’ennesima, e il copione è sempre lo stesso: un marito violento che se la prende con la moglie, picchiata selvaggiamente anche dinanzi agli occhi del figlio minorenne.
Lo scenario questa volta è Pimonte, suggestivo paesino della penisola sorrentina, ma di suggestivo in questa storia c’è davvero poco. L’uomo violento, un 37enne del posto, è stato arrestato il 13 marzo dai militari della stazione carabinieri di Pimonte. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, aggravati dal fatto di averli commessi in presenza di un minore e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Le orrende violenze tra le mura di casa
Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo che, dal 2022, avrebbe maltrattato quotidianamente la moglie convivente, anche sotto gli occhi del figlio minorenne, provocando in lei uno stato di continua agitazione e turbamento psicologico.
Come emerso dalle indagini, in una delle consuete liti, l’uomo avrebbe spinto la donna contro una stufa, per poi morderla più volte. In un’altra occasione l’avrebbe addirittura colpita violentemente con una padella.
Le immediate indagini, supportate dalle dichiarazioni di testimoni e della vittima e dalla ricostruzione dei fatti, anche tramite l’estrapolazione delle chat, hanno permesso di raccogliere gli indizi necessari per la misura cautelare dell’uomo, consumatore abituale di sostanze stupefacenti, per evitare la reiterazione del reato.
L’uomo attualmente si trova agli arresti domiciliari nella casa dei suoi genitori, con il divieto di utilizzare sistemi telefonici e telematici. Inoltre dovrà portare il braccialetto elettronico, per impedirgli di uscire di casa.
La fine dell’incubo per la donna, che adesso dovrà ricostruire la sua vita, ma anche per il figlio minorenne, costretto a crescere in un contesto domestico fatto di violenze, minacce e soprusi da parte di una figura, quella del padre, che invece avrebbe dovuto proteggere e tutelare la madre.

