“Voi invece siete coraggiosi, la notte mettete una bomba sotto a una saracinesca e vi sentite degli eroi. Magari al piano di sopra c’è un povero vecchiarello che dorme che ci appizza la pelle. Ma voi che ve ne importa? Siete disoccupati. Avete l’alibi morale. Siete napoletani e ammazzate Napoli” – questa è una delle frasi più belle, ma anche più tristi, pronunciate dal professor Bellavista, interpretato dal compianto Luciano De Crescenzo, nel celebre film “Così parlò Bellavista”.
Le sue parole erano rivolte a un camorrista che chiedeva il pizzo nel negozio di arredi sacri della figlia Patrizia che, insieme al compagno, stava cercando di rilanciare un’attività di famiglia per costruirsi un futuro insieme.
Sono le stesse parole da rivolgere agli estorsori che, ogni giorno, impongono il pizzo a onesti commercianti, imprenditori e lavoratori, una pratica intimidatoria odiosa che purtroppo, come l’erba cattiva, è dura a morire.
Ed è proprio un’estorsione quella andata in scena a Bacoli, dove un 31enne è finito in manette per aver chiesto il pizzo in un cantiere al titolare di un’impresa impegnata nella realizzazione di alloggi di edilizia residenziale.
L’estorsione in cantiere a Bacoli
Protagonista di questa brutta storia è un 31enne, già noto alle forze dell’ordine, che ha preteso dal titolare di un’impresa edile 5.000 euro come pizzo, richiesta accompagnata dalle solite minacce intimidatorie delle mafie.
L’impresario ha pagato i 5.000 euro al malvivente, ignaro però del fatto che l’intera scena era stata ripresa con un drone delle forze dell’ordine dall’alto. Nel momento in cui il 31enne ha preso i soldi, sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, che lo hanno bloccato senza neanche dargli il tempo di reagire.
L’intera somma è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre per il 31enne si sono aperte le porte delle patrie galere con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Attualmente si trova in attesa di giudizio.
Foto: rawpixel.com
L'estorsione aggravata dal metodo mafioso: il quadro normativo
Il reato contestato al 31enne di Bacoli è l'estorsione aggravata dal metodo mafioso, disciplinata dagli articoli 629 e 416-bis del Codice Penale. Il reato base di estorsione punisce chiunque, con violenza o minaccia, costringa altri a fare o omettere qualcosa procurando a sé un ingiusto profitto con danno altrui: la pena prevista va dalla reclusione da cinque a dieci anni e la multa. Quando il fatto è commesso avvalendosi delle condizioni tipiche del metodo mafioso — l'intimidazione sistematica che sfrutta la forza di un'organizzazione criminale — la pena massima può salire fino a vent'anni di reclusione.
Il pizzo nella sua forma sistematica è una delle attività criminali più radicate in Campania. Secondo le stime delle associazioni antiracket, una percentuale significativa di imprenditori campani è vittima di richieste estorsive, molti dei quali preferiscono pagare in silenzio per paura di ritorsioni, alimentando involontariamente il sistema criminale che li opprime.
Denunciare il pizzo: come e a chi rivolgersi
La scelta dell'imprenditore di Bacoli di collaborare con le forze dell'ordine è un atto di coraggio che merita di essere sottolineato. Le associazioni antiracket come Libero Futuro e Addiopizzo offrono supporto legale, psicologico e pratico agli imprenditori che scelgono di denunciare. In Campania è possibile rivolgersi alla Prefettura competente o alle Forze dell'Ordine per ricevere assistenza riservata. I fondi sequestrati vengono restituiti alle vittime: come è avvenuto a Bacoli, dove i 5.000 euro sottratti sono stati riconsegnati all'imprenditore. Nessuno deve affrontare da solo l'intimidazione della criminalità organizzata.
L'utilizzo del drone da parte delle forze dell'ordine in questa operazione è un esempio significativo di come le nuove tecnologie stiano cambiando le modalità di contrasto alla criminalità organizzata. La documentazione video dell'intero scambio non lascia spazio a interpretazioni e rappresenta una prova inconfutabile agli atti del procedimento penale a carico del 31enne.
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