Monte di Procida, non si fermano all’alt e danno vita a una fuga pericolosa

Dopo una fuga di 3 km gli uomini vengono bloccati, ma non si arrendono e cercano di scappare a piedi tra le strade della città.

Quattro uomini sono stati arrestati per fuga pericolosa dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e della Compagnia di Pozzuoli. Tre di loro dovranno anche rispondere di favoreggiamento, perché il quarto, un 45enne, è risultato essere latitante da ottobre. Con lui, sono finiti in manette un 31enne, un 27enne e un 23enne, tutti già noti alle forze dell’ordine.

La fuga pericolosa tra le strade di Monte di Procida

I fatti si sono svolti ieri mattina, 11 marzo, quando i carabinieri che stavano pattugliando il territorio vedono una Fiat 500x nera a Monte di Procida, località Cappella. I militari notano l’atteggiamento spavaldo degli uomini, quindi decidono di fermarli. Gli uomini a bordo però non si fermano all’alt e schizzano via, quindi parte anche la gazzella all’inseguimento dei fuggitivi.

L’auto inizia a fuggire, zigzagando pericolosamente tra le strade, per poi imboccare via Fusaro, dove però gli uomini trovano un’altra pattuglia a sbarrare loro la strada. Il veicolo arriva a tutta velocità e l’uomo al volante tira di colpo il freno a mano, mandando l’auto in testacoda.

Dopo 3 km la fuga è ormai terminata, ma i fuggitivi non si arrendono. Spalancano le portiere dell’auto e continuano a fuggire: due uomini vengono subito fermati, mentre altri due fuggono in direzioni opposte. Uno di loro viene catturato dopo una corsa tra le strade di Bacoli, mentre un altro, che inizialmente aveva fatto perdere le sue tracce, è stato trovato da una gazzella nella zona rurale della cittadina.

Perquisiti, sono stati trovato in possesso di arnesi da scasso: 4 chiavi “topolino”, 14 chiavi universali per l’apertura di porte blindate, una smerigliatrice, 2 pali in ferro e un passamontagna. Nell’auto è stata trovata anche una paletta segnaletica per la viabilità nel Comune di Napoli. Il 31enne, il 27enne e il 23enne sono finiti agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio, mentre il 45enne latitante è stato portato a Poggioreale.