La notte napoletana ha fatto da palcoscenico a un inseguimento che sembra uscito dalla sceneggiatura di un film hollywoodiano. Tra le strade silenziose e semideserte che collegano la collina chic di Posillipo all’hinterland di Giugliano in Campania, si è consumata una rapina audace, finita con uno schianto violento e un colpo di scena quasi tragicomico.
Nel mirino di una spregiudicata banda di tre uomini, un Suv di lusso, una Range Rover Sport. Un piano studiato nei minimi dettagli, mandato però in fumo dalla tecnologia e da una disattenzione che è costata la libertà a uno dei malviventi.
Inseguimento da film e lo schianto nella notte
Tutto ha inizio nel cuore della notte. Sono da poco passate le 3:00 quando il commando forza la saracinesca di un garage privato in Via Manzoni, a Posillipo. In una manciata di secondi, con un’efficienza chirurgica, i ladri mettono in moto la preziosa Range Rover Sport e fuggono nel buio della notte. Ma il proprietario aveva un asso nella manica: il sistema di localizzazione GPS.
L’allarme silenzioso scatta immediatamente, intercettato dalla Centrale Operativa dei Carabinieri di Giugliano. La tecnologia non mente e le coordinate guidano una gazzella a colpo sicuro verso via Santa Maria a Cubito. Alle 3:19 i fari dell’auto di servizio illuminano il Suv rubato, parcheggiato in una stradina adiacente. All’interno ci sono due uomini.
Quando realizzano di essere in trappola, invece di arrendersi, scelgono la via più pericolosa: il conducente ingrana la marcia e lancia il pesante fuoristrada come un ariete contro l’auto dei militari. L’impatto frontale è violentissimo e rompe il silenzio della notte con un boato assordante di lamiere e vetri in frantumi. Subito dopo, in un disperato tentativo di manovra, il Suv fa retromarcia, schiantandosi definitivamente contro un guard rail e bloccando la corsa.
La fuga nei campi, l’errore fantozziano e la resa
Con il veicolo ormai fuori uso, i due malviventi abbandonano l’abitacolo e si lanciano in una fuga disperata a piedi. I Carabinieri, illesi ma scossi dall’urto, si mettono immediatamente sulle loro tracce. Inizia una caccia all’uomo al cardiopalma tra terreni agricoli, sterpaglie e recinzioni scavalcate a fatica nell’oscurità.
Mentre scavalca goffamente un muretto per far perdere le proprie tracce, uno dei due fuggitivi perde dalla tasca gli oggetti più preziosi che potesse avere addosso: lo smartphone personale e, soprattutto, la patente di guida.
Per gli investigatori è come trovare il biglietto da visita del ladro. Il documento porta dritto a un 22enne di Mugnano di Napoli, fino a quel momento un fantasma per le forze dell’ordine, essendo completamente incensurato. Il cerchio si stringe rapidamente: le telecamere del garage di Posillipo confermano che il volto sulla patente è lo stesso immortalato durante il furto. I militari si presentano a casa sua, trovando solo un padre all’oscuro di tutto. Sentendosi ormai braccato e consapevole di aver lasciato una firma inequivocabile sul luogo del reato, il 22enne capitola. Poche ore dopo, accompagnato dal proprio legale di fiducia, si costituisce in caserma.
Oggi il giovane si trova in carcere, in attesa di giudizio: le accuse nei suoi confronti sono pesantissime e vanno dalla rapina (configurata a causa della violenza usata nello speronamento) alla resistenza a pubblico ufficiale. Nel frattempo, gli inquirenti continuano a lavorare sotto traccia per dare un nome e un volto ai complici, per ora svaniti nel nulla, ma che potrebbero avere le ore contate grazie ai dati estratti dal cellulare perso in fuga.
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